L’Inferno di Tomino
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L’Inferno di Tomino

L’inferno di Tomino (Tomino no Jigoku) è una celebre poesia giapponese scritta da Yomota Inuhiko (uno pseudonimo di Saijo Yaso) e pubblicata nel 1919 nella raccolta “Sakin”.

Caratteristiche della poesia.

La poesia è famosa per la sua reputazione di essere maledetta, si dice infatti che leggere la poesia ad alta voce porti sfortuna o disgrazie, persino la morte.
Descrive il viaggio di Tomino attraverso l’inferno e utilizza immagini cupe e disturbanti per rappresentare il dolore e la sofferenza.
L’inferno di Tomino è un componimento ricco di descrizioni vivide e macabre, che evocano sensazioni di angoscia e terrore. Le immagini di sangue, dolore e disperazione sono predominanti, creando un’atmosfera oscura e inquietante.
Ha uno stile che richiama le tradizioni giapponesi, con un linguaggio che crea un effetto emotivo potente e parole che trasmettono un senso di orrore e sofferenza.
Con il tempo la fama della poesia é iniziata a svanire, fino a quando, nel 2004, il saggista Inuhiko Yomota l’ha riportata alla luce. Il componimento é infatti stato da lui inserito in un suo libro e la leggenda maledetta di Tomino ha ripreso a circolare.

Ma, chi era Tomino?
(Storia della maledizione)

Secondo la leggenda, Tomino era la vera autrice della poesia: una bambina giapponese disabile costretta sulla sedia rotelle.
La ragazza era molto triste e arrabbiata perché, a causa della sua condizione, non era amata dai suoi genitori. Attraverso i versi della poesia aveva così dato libero sfogo a tutto il rancore che provava nei confronti della sua malattia e verso i suoi famigliari.
Ma non solo: Tomino, per paura che qualcuno potesse trovare la sua poesia, oltre a comporla
In gran segreto, arrivò a maledire chiunque ne avesse letto i versi.
Il destino volle che i genitori trovassero il componimento della figlia. Ne rimasero talmente sconvolti da decidere di punire la bambina rinchiudendola in cantina, al freddo e al buio, senza acqua né cibo. Non molto tempo dopo, Tomino si ammalò di bronchite e morì.
L’Inferno di TominoPrima di andarsene però, trasformò il suo componimento in un testo demoniaco.
E fu così che, in seguito alla sua morte, avvenne una vera e propria fusione tra le parole della poesia e l’anima della sfortunata bambina.
Da allora in poi, la lettura ad alta voce di quel componimento ha portato a terribili sciagure.
Le prime vittime di questa maledizione furono proprio i genitori di Tomino.

Avete il coraggio di leggerla, Anime Oscure?

Per i più coraggiosi, lascio qui di seguito, il testo completo della poesia. Si dice sia pericolosa solo se letta in giapponese e non tradotta in altre lingue.
Io, però, se fossi in voi, eviterei comunque di leggerla ad alta voce.

Conclusioni.

La superstizione legata alla poesia ha contribuito alla sua popolarità su internet, dove è stata ampiamente condivisa e discussa in vari forum e siti web. Nonostante la natura inquietante della leggenda, non esistono prove concrete che la lettura della poesia possa causare alcun danno.
“L’inferno di Tomino” è diventato un esempio classico di come le leggende urbane possano amplificare il fascino e l’influenza di opere letterarie, specialmente nell’era digitale. La poesia continua ad affascinare e spaventare i lettori, mantenendo viva la sua reputazione di essere maledetta.

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