La Prima Regola di Michael Kaplan è...

La Prima Regola di Michael Kaplan è…

Michael Kaplan è uno dei costumisti più rinomati e influenti di Hollywood, con una carriera che attraversa decenni e abbraccia una vasta gamma di generi cinematografici. Conosciuto per la sua capacità di creare costumi che non solo vestono i personaggi, ma che definiscono l’intera estetica di un film, Kaplan ha lavorato con alcuni dei più grandi registi e su alcune delle produzioni più iconiche della storia del cinema. Sebbene la sua fama sia legata principalmente a film di fantascienza, d’azione e thriller, come Blade Runner (1982) e la serie di Star Wars, Kaplan ha anche dato il suo contributo al genere horror, creando costumi che hanno lasciato un’impronta indelebile nell’immaginario collettivo.

I Primi Anni e l’Influenza nel Cinema

Nato e cresciuto a Philadelphia, Michael Kaplan ha iniziato la sua carriera come assistente costumista, ma è presto emerso come una delle figure più creative e originali del settore. La sua grande occasione è arrivata nel 1982, quando è stato scelto per lavorare come costumista per Blade Runner, diretto da Ridley Scott. Il film, un capolavoro di fantascienza noir, ha ridefinito il genere con la sua estetica futuristica e distopica. I costumi di Kaplan per Blade Runner hanno contribuito a creare un mondo visivo unico, mescolando elementi retrò con un’estetica futuristica, influenzando non solo il cinema, ma anche la moda e la cultura popolare.

Se7en (1995): L’Estetica del Terrore Psicologico

Uno dei film più importanti della carriera di Michael Kaplan è Se7en (1995), diretto da David Fincher. Sebbene Se7en non sia un horror tradizionale, ma piuttosto un thriller psicologico, il film contiene molti elementi tipici dell’horror, tra cui una tensione costante e una rappresentazione cruda e spaventosa della violenza.La Prima Regola di Michael Kaplan è...

Kaplan ha creato costumi che riflettono perfettamente l’ambientazione oscura e opprimente del film. La storia segue i detective William Somerset (interpretato da Morgan Freeman) e David Mills (interpretato da Brad Pitt) mentre indagano su una serie di omicidi basati sui sette peccati capitali. I costumi dei personaggi principali sono volutamente sobri e realistici, contribuendo a radicare la storia in un contesto urbano grigio e desolato. L’uso di colori scuri, tessuti pesanti e abiti logori sottolinea la cupezza e la decadenza morale della città in cui si svolge la storia.

In Se7en, Kaplan dimostra la sua abilità nel creare costumi che non distraggono dallo svolgimento della trama, ma che al contrario, esaltano la narrazione. I suoi costumi per i personaggi minori, come le vittime e lo stesso assassino, sono studiati per accentuare il senso di orrore e disagio, contribuendo a costruire l’atmosfera claustrofobica e terrificante che ha reso Se7en un classico del cinema.

Armageddon (1998) e l’Horror Apocalittico

Anche se Armageddon (1998) è un film d’azione e di fantascienza, diretto da Michael Bay, presenta elementi che lo avvicinano all’horror apocalittico. Il film, che racconta il tentativo di una squadra di astronauti di salvare la Terra da un asteroide in rotta di collisione, è pieno di momenti di tensione e terrore, amplificati dall’idea di un’imminente catastrofe globale.

Kaplan ha lavorato per creare costumi che non solo fossero funzionali, ma che anche contribuivano a enfatizzare l’angoscia dei personaggi. Le tute spaziali, ad esempio, sono state progettate per apparire realistiche e tecnicamente accurate, ma anche per trasmettere un senso di vulnerabilità e di rischio estremo. Le tute dei personaggi principali, interpretati da Bruce Willis, Ben Affleck e altri membri del cast, sono state realizzate con materiali che riflettono la luce in modo particolare, aumentando il senso di isolamento e di pericolo che caratterizza le scene ambientate nello spazio. Sebbene Armageddon non sia un horror nel senso tradizionale, i costumi di Kaplan contribuiscono a creare un’atmosfera di tensione e di terrore che è centrale per l’esperienza visiva del film.

La Prima Regola di Michael Kaplan è...Fight Club (1999): Un Horror Psicologico e Sovversivo

Un’altra collaborazione fondamentale tra Michael Kaplan e David Fincher è Fight Club (1999), un film che, pur essendo classificato come dramma psicologico, contiene molti elementi tipici dell’horror, in particolare per quanto riguarda la rappresentazione della psiche umana e della violenza.

I costumi in Fight Club giocano un ruolo cruciale nel raccontare la discesa nella follia del protagonista, interpretato da Edward Norton, e la sua relazione con il carismatico ma pericoloso Tyler Durden, interpretato da Brad Pitt. Il contrasto tra lo stile minimalista e anonimo del Narratore e il look più eccentrico e ribelle di Tyler sottolinea la dualità tra ordine e caos, una tematica centrale del film.

Tyler Durden, in particolare, è diventato un’icona di stile con il suo guardaroba audace e stravagante, che comprende giacche di pelle rossa, camicie floreali e occhiali da sole vintage. Questi costumi non solo riflettono la personalità ribelle e anarchica di Tyler, ma servono anche a evidenziare la natura sovversiva del film. Kaplan ha utilizzato i costumi per esplorare l’identità e la psiche dei personaggi, rendendo Fight Club un film che, pur non essendo un horror convenzionale, trasmette un senso di inquietudine e di minaccia costante.

Star Trek (2009) e l’Estetica dell’Horror Sci-Fi

Nel 2009, Michael Kaplan ha lavorato come costumista per il reboot di Star Trek diretto da J.J. Abrams. Sebbene Star Trek sia principalmente un film di fantascienza, presenta elementi di horror, soprattutto nelle sequenze che coinvolgono creature aliene e scenari spaziali inquietanti.

Kaplan ha saputo equilibrare l’omaggio ai costumi iconici della serie originale con un approccio più moderno e realistico. Le uniformi della Flotta Stellare sono state ridisegnate con un look più contemporaneo, utilizzando tessuti tecnologici e dettagli che rendono i costumi funzionali ma anche esteticamente accattivanti. Inoltre, per le creature aliene e gli antagonisti del film, Kaplan ha creato costumi che enfatizzano il lato mostruoso e sconosciuto dello spazio, contribuendo a costruire l’atmosfera di tensione e pericolo che permea alcune delle scene più intense del film.

The Cloverfield Paradox (2018): Horror e Fantascienza in Orbita

Uno degli esempi più recenti del lavoro di Michael Kaplan nel genere horror è The Cloverfield Paradox (2018), un film che mescola horror e fantascienza e che fa parte della serie di film Cloverfield. Ambientato in un futuro prossimo, il film segue l’equipaggio di una stazione spaziale che si trova a dover affrontare eventi inspiegabili e terrificanti dopo un esperimento scientifico andato storto.

I costumi in The Cloverfield Paradox sono stati progettati per riflettere la tensione crescente e la natura claustrofobica dell’ambiente spaziale. Kaplan ha creato tute spaziali e abiti che combinano funzionalità con un’estetica inquietante, utilizzando colori e materiali che enfatizzano il senso di isolamento e pericolo. Le tute spaziali, in particolare, sono state progettate per sembrare realistiche e tecnicamente accurate, ma con dettagli che suggeriscono un senso di vulnerabilità, come se fossero l’ultimo baluardo tra i personaggi e il caos sconosciuto che li circonda.

Il contributo di Kaplan a The Cloverfield Paradox dimostra ancora una volta la sua capacità di lavorare nel genere horror, creando costumi che non solo vestono i personaggi, ma che sono parte integrante della costruzione della tensione narrativa.

L’Impatto di Michael Kaplan sul Cinema Horror

Sebbene Michael Kaplan non sia esclusivamente noto come costumista di film horror, il suo lavoro in questo genere ha avuto un impatto significativo, grazie alla sua capacità di usare il costume come strumento per costruire atmosfere e per esplorare la psiche dei personaggi. Nei film horror e thriller in cui ha lavorato, Kaplan ha dimostrato un’incredibile abilità nel creare costumi che non solo servono la narrazione, ma che contribuiscono a creare un senso di terrore, disagio e tensione.

Il suo approccio dettagliato e innovativo ha permesso a film come Se7en, Fight Club e The Cloverfield Paradox di diventare non solo successi commerciali, ma anche opere influenti nel panorama del cinema horror e thriller. Michael Kaplan rimane uno dei costumisti più versatili e talentuosi di Hollywood, capace di passare da un genere all’altro con facilità, ma sempre lasciando un’impronta indelebile sullo stile e sull’estetica dei film a cui partecipa.


Non mancate di leggere gli articoli sugli altri costumisti che hanno aiutato il cinema horror a spaventarci… hanno non solo migliorato i film in cui hanno lavorato, ma hanno anche elevato il genere horror a nuove altezze artistiche. I loro costumi non sono semplici vestiti, ma strumenti narrativi che amplificano la suspense, esprimono tematiche complesse ed arricchiscono l’esperienza visiva dello spettatore.


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