la lampada del diavolo

La Lampada Del Diavolo

La lampada del diavoloLa lampada del diavolo

Continuiamo la nostra esplorazione nel tema della stregoneria con il maestro Goya e le sue opere. Oggi parleremo de La lampada del diavolo, dipinto che prende ispirazione dal dramma di Antonio Zamora, L’esorcizzato per forza. Nella sua opera Zamora narra le sfortunate vicende di Don Claudio, sacerdote credulone e codardo, in occasione delle sue nozze con donna Lucia. Degli amici del sacerdote gli avrebbero fatto credere di essere caduto vittima di un potente maleficio, egli avrebbe continuato a vivere solo se la candela nella sua camera da letto non si fosse mai spenta.

Descrizione del dipinto

Il personaggio raffigurato nell’opera è Don Claudio, la cui vita dipende dal continuo bruciare della fiammella, sorretta dal diavolo. Il sacerdote, lacerato dal terrore e dalla follia, azzarda un passo e si appresta a versare l’olio nella lampada del diavolo, così da evitare che si spenga. La lucerna è sorretta dal demonio che, in un inchino riverente ed animalesco, non aspetta altro che trascinare Don Claudio negli abissi infernali. Quest’opera è permeata da una profonda sensazione di inquietudine, accresciuta dallo sguardo atterrito del sacerdote e dalla macabra danza di equini sullo sfondo. In primo piano, infine, è appena accennato il frammento di un libro che, disponendosi obliquamente rispetto alla scena ricorda una lapide sbieca, ne accresce il ritmo nevrotizzante.

Lo stile del dipinto

Goya era un artista eclettico e difficilmente classificabile, in bilico tra razionalismo illuminista e romanticismo. Il maestro spagnolo partì da tendenze neoclassiche per poi passare a rappresentazioni della quotidianità popolare aprendo la strada al realismo.

Il colore e l’illuminazione

Goya fa un uso sapiente del chiaroscuro. L’ambiente circostante è debolmente illuminato dalla luce fioca della lampada che crea forti contrasti di luce e ombra, accentuando l’atmosfera misteriosa dell’opera. I dettagli sono volutamente sfocati e imprecisi che rispecchiano il tumulto interiore dei soggetti rappresentati e l’atmosfera generale di incertezza, conferendo al dipinto un senso di ambiguità e inquietudine. I colori scuri e terrosi dominano la tavolozza, enfatizzando il tono cupo e minaccioso dell’opera.

Conclusione

La lampada del diavolo, come i precedenti dipinti, inquieta lo spettatore per il suo essere quasi del tutto scuro e cupo ma allo stesso tempo lo affascina per questo suo impatto visivo. Il terrore che emana lo sguardo di Don Claudio e la figura appena visibile del diavolo lasciano lo spettatore turbato. L’umore nero e la satira di Goya contro le superstizioni popolari erano gradite alla duchessa di Osuna che commissionò tutte le sei opere, che servivano a dare spunto alle colte conversazioni dei letterati e della nobiltà in visita.


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