Austin Osman Spare l’Occultismo nell'Arte

Austin Osman Spare l’Occultismo nell’Arte

Quando si parla di arte e occultismo, pochi nomi emergono con la stessa intensità di Austin Osman Spare (1886-1956). Pittore, illustratore e mistico britannico, Spare ha mescolato nelle sue opere influenze esoteriche, visioni oniriche e simbolismo occulto, creando un universo visivo che sembra provenire da un’altra dimensione. Considerato da alcuni un precursore del surrealismo, da altri un artista maledetto, la sua arte è un viaggio nelle profondità dell’inconscio e nei territori inesplorati della magia.

L’arte come rituale esoterico

Austin Osman Spare non era solo un artista visivo, ma anche un occultista praticante. Fin dalla giovinezza fu attratto dalle dottrine magiche e, per un breve periodo, entrò in contatto con Aleister Crowley e la sua filosofia thelemita. Tuttavia, rifiutò il dogmatismo e sviluppò una sua personale concezione della magia, nota come Zos Kia Cultus, basata sull’uso dell’arte per accedere a stati alterati di coscienza e influenzare la realtà attraverso il subconscio.

Uno degli aspetti più affascinanti del suo lavoro è la creazione di sigilli magici, simboli astratti destinati a canalizzare desideri e intenzioni, una tecnica che influenzerà in seguito il movimento della magia del caos. Le sue opere sembrano incantesimi visivi, un intreccio di forme organiche, corpi deformati e volti spettrali che emergono dall’ombra.

L’estetica del perturbante

I dipinti e disegni di Spare evocano un senso di mistero e inquietudine. Figure ibride, volti che si dissolvono nel nulla, esseri che sembrano spiriti intrappolati su carta: la sua arte non è fatta per rassicurare, ma per evocare il nascosto. Le influenze vanno dai maestri simbolisti come Odilon Redon al folklore esoterico, fino alla fusione tra arte primitiva e visioni surrealiste.

Per molto tempo, Spare è rimasto un artista dimenticato, ma negli ultimi decenni è stato riscoperto come figura di culto nell’ambito dell’arte occulta e dell’esoterismo contemporaneo. Le sue opere continuano a esercitare un fascino ipnotico, dimostrando che l’arte non è solo estetica, ma può essere un vero e proprio portale verso l’ignoto.


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