ANTROPOPHAGUS

Antropophagus

Antropophagus
Regia di Joe D’Amato
Italia 1980

TRAMA

Una comitiva di amici si reca su un’isola in Grecia per accompagnare Julie a trovare una coppia di amici. Una volta arrivati scopriranno che l’isola è apparentemente deserta in quanto sembra che il luogo sia tenuto in scacco da una misteriosa e terribile presenza.

CONSIDERAZIONI

Seconda incursione nell’horror, dopo Buio Omega del 1979, per il nostrano e prolifico Joe D’Amato (al secolo Aristide Massaccesi).
Antropophagus gode di uno status di cult guadagnato nel tempo sebbene è un film che, inserito nel filone dei Cannibal Movies molto in voga in quegli anni, presenta diverse sfaccettature e sfumature non completamente inerenti.

Tecnicamente è un film D’Amato al 100%, quello che stupisce è come si snoda la sceneggiatura lungo il film. L’inizio è scoppiettante: una coppia si ferma su una spiaggia, lei viene uccisa fin che sta facendo il bagno in mare in una scena che sembra “rubata” a Lo Squalo (!!!), invece a lui viene aperto il cranio con un colpo di mannaia secco e preciso.
Con questa intro veniamo inseriti nel contesto geografico della bellissima Grecia.
Ed è proprio l’isola e il suo borgo a farla da padrone per tutta la prima parte del film.
La giovane combriccola di amici si muove per i vicoli e i borghi del paese facendo respirare atmosfere e misteriose più vicine allo spirito rurale di Pupi Avati che del regista stesso. Sorprende come con pochissimi elementi, una fotografia piena di ispirazione, la tensione rimane costante seppur con pochissimi veri sussulti.

Il mostro, che per tutto il film ci viene sussurrato, non lo vediamo mai fino all’ultima mezz’ora quando appare dietro la porta.
Da quel momento Antropophagus cambia radicalmente registro e vira sull’orrore puro: violento e splatter a tratti estremo. È proprio nelle scene di morte e uccisione che il film si erige a cult: memorabile quella di una giovanissima Serena Grandi, qui nel ruolo della bella e incinta Maggie.

L’attore feticcio George Eastman (Luigi Montefiori) regala un altro ruolo memorabile: il mostro cannibale è un villain spaventoso, di una forza bruta che sbrana, uccide, squarta e mangia le proprie vittime.
Prima dell’indimenticabile scena finale (con le proprie interiora tra le mani) ci viene raccontata anche la drammatica genesi della creatura.
La sua grande presenza fatta di fisicità e sguardi folli troveranno, dal mio punto di vista, la totale consacrazione l’anno successivo in Rosso Sangue (Absurd) nel ruolo del feroce serial killer.

Anche se in definitiva è un film imperfetto, forse nella recitazione e nei dialoghi troviamo i suoi più grossi punti deboli, comunque si merita comunque una visione sia per capire il valore di un regista importante per il genere, sia per apprezzare un prodotto di un periodo preciso dove l’horror italiano ha fatto scuola in Europa.
Nel 2022 è uscito Antropophagus 2, ispirato al primo capitolo e diretto da Dario Germani ma non riconosciuto come sequel ufficiale.

MOMENTO PANDEMONICO

Il mostro, dopo aver catturato Maggie dalla barca, la porta in una grotta e la uccide strappandole il feto. Tenuto tra le mani, lo addenterà mangiandolo.

Clicca quì per vedere il nostro Trailer HDE

 


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