Daniele Valeriani Visioni dall'Abisso tra Lovecraft e Apocalisse

Daniele Valeriani Visioni dall’Abisso tra Lovecraft e Apocalisse

Nel cuore più oscuro dell’arte digitale contemporanea pulsa la visione disturbante e sacrale di Daniele Valeriani, artista italiano il cui lavoro si muove sul confine tra l’illustrazione esoterica, l’orrore cosmico e la pittura digitale simbolista. Il suo nome è ancora un culto sotterraneo, un segreto condiviso tra collezionisti di immagini impossibili e appassionati di mitologie innominabili. Ma basta una singola opera per precipitare in un universo visivo dove tutto si dissolve: l’identità, la carne, lo spazio. Daniele Valeriani Visioni dall’Abisso tra Lovecraft e Apocalisse.

Le sue creazioni evocano gli echi dimenticati dei Miti di Cthulhu, i sussurri blasfemi delle divinità aliene che popolano l’universo letterario di H.P. Lovecraft. Ma in Valeriani non c’è solo imitazione: c’è un’estetica personale che miscela antico e ultramoderno, grimori medievali e rendering digitali, incisioni alchemiche e flussi cyber-esistenziali. Le sue immagini non sono semplici illustrazioni, ma icone di un culto perduto, rivelazioni che bruciano la retina e lo spirito.

Lavorando principalmente in digitale, Valeriani collabora da anni con editori di narrativa horror e dark fantasy, musicisti black e death metal, oltre che con riviste e progetti indipendenti di arte estrema. Le sue composizioni sono dense, stratificate, misteriche: richiedono uno sguardo attento e il coraggio di attraversare un simbolismo carico di morte, rinascita e perdizione.

L’influenza di Zdzisław Beksiński è visibile, ma sublimata in una dimensione più mistica, quasi liturgica. Così come si possono percepire echi di Gustave Doré, Hans Ruedi Giger e delle miniature demoniache di Bosch, rilette in chiave digitale.
Valeriani è un artista che non guarda il buio: lo abita. E ci invita a seguirlo.

🔗 Instagram: @daniele_valeriani_art
🔗 ArtStation: artstation.com/danielevaleriani


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