Jillian McDonald L'Incubo Quotidiano Come Arte Visiva
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Jillian McDonald L’Incubo Quotidiano Come Arte Visiva

Quando il confine tra horror cinematografico e esperienza artistica si dissolve, emerge il lavoro di Jillian McDonald, un’artista concettuale canadese basata a New York che ha trasformato il cinema di paura in linguaggio visivo contemporaneo. La sua opera non si limita a citare l’orrore: lo analizza, lo decostruisce e lo reintroduce nelle pieghe più sottili della nostra percezione quotidiana.

Nel suo lavoro, McDonald gioca con archetipi universalmente riconoscibili – zombies, maschere, silenzi spettrali, paesaggi inquietanti – per creare opere che non fanno leva sul sangue o sulla violenza esplicita, ma su atmosfere sottili e inquietudini psicologiche profonde. Questo approccio le permette di cogliere l’essenza stessa dell’horror: la tensione tra ciò che vediamo e ciò che temiamo possa esserci oltre lo sguardo.

Una delle sue opere più affascinanti è il video Valley of the Deer, una installazione a tre schermi ambientata nelle Highlands scozzesi. In questo lavoro, McDonald mescola figure mascherate, paesaggi brumosi e folklore locale, trasformando ambienti apparentemente normali in luoghi carichi di simbolismo sinistro: una visione che è al tempo stesso romantica e perturbante.

In altri progetti, come Redrum, l’artista esplora l’iconografia horror trasfigurandola attraverso l’uso di simboli e riferimenti cinematografici diretti, come il richiamo alla celebre parola di Kubrick (“redrum”). Qui, sequenze di sangue che lentamente riempiono gli spazi domestici si trasformano in un’esperienza visiva tanto familiare quanto disturbante, stimolando lo spettatore a riflettere su come il cinema e le sue immagini restino incastonati nella nostra psiche.

Un altro tratto distintivo di McDonald è la sua capacità di riversare l’orrore nelle situazioni più banali, trasformando momenti quotidiani in performance inquietanti – come quando si trasforma in zombie durante un normale viaggio in metropolitana, davanti a passeggeri ignari. Questa fusione di vita reale e orrore simbolico dimostra come la paura sia tanto un costrutto culturale quanto una reazione innata.

Oggi, l’opera di Jillian McDonald è esposta in gallerie e festival internazionali, affrontando temi come fandom, celebrità, paesaggi remoti e fantasmi culturali, mostrando che l’horror è un prisma attraverso il quale possiamo guardare le nostre paure più intime.


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