Bunny Mask

Bunny Mask

Bunny Mask è uno di quei fumetti horror…

Che riescono a insinuarsi lentamente nella mente del lettore, costruendo un senso di inquietudine che cresce pagina dopo pagina. Scritto da Paul Tobin e disegnato da Andrea Mutti, il fumetto pubblicato da AfterShock Comics si inserisce nel filone dell’horror psicologico e del weird contemporaneo, dove il mistero è più importante della spiegazione e l’atmosfera conta quanto la trama. La serie riesce a creare fin dalle prime pagine una sensazione disturbante e straniante, giocando con l’idea di una presenza enigmatica che sfugge a ogni tentativo di comprensione.

La storia segue Tyler Severin

Un uomo segnato da un evento traumatico della sua infanzia. Quando era bambino fu rapito da un serial killer e rinchiuso in una casa nel bosco, ma riuscì a sopravvivere grazie all’intervento di una misteriosa figura conosciuta come Bunny Mask. Questa creatura, che indossa una maschera da coniglio e sembra vivere in un luogo impossibile legato a quella casa, è allo stesso tempo salvatrice e presenza inquietante. Con il passare degli anni Tyler non riesce a dimenticare ciò che è accaduto e torna ossessivamente sul luogo della sua prigionia, cercando di capire se Bunny Mask sia reale, un fantasma o qualcosa di ancora più incomprensibile.

Uno degli elementi più riusciti del fumetto

È il modo in cui mescola horror soprannaturale e paranoia psicologica. La narrazione procede in modo volutamente ambiguo, lasciando il lettore sospeso tra diverse interpretazioni possibili. Non è mai chiaro fino in fondo se ciò che accade sia frutto di dimensioni alternative, entità cosmiche o semplicemente della percezione distorta dei personaggi. Questo approccio rende la lettura ipnotica e a tratti destabilizzante, perché ogni nuova scena sembra aggiungere mistero invece di risolverlo.

Il contributo grafico di Andrea Mutti

È fondamentale per il successo dell’opera. Il suo stile sporco, nervoso e fortemente atmosferico contribuisce a creare un mondo visivo inquietante, fatto di ombre profonde, espressioni tese e ambientazioni claustrofobiche. La casa nel bosco diventa quasi un personaggio a sé, un luogo che sembra cambiare e respirare insieme alla storia. Mutti riesce a trasformare momenti apparentemente normali in sequenze cariche di tensione, dove anche il silenzio o uno sguardo possono suggerire che qualcosa di terribile stia per accadere.

Spoiler:

Sulla storia. Uno dei momenti più disturbanti del fumetto arriva quando diventa evidente che la casa non è soltanto un luogo fisico ma una sorta di punto di contatto con un’altra realtà. Tyler scopre che Bunny Mask non è semplicemente una creatura che vive lì, ma sembra appartenere a un mondo parallelo che può manifestarsi attraverso quella porta nascosta nel bosco. Questa rivelazione cambia completamente la prospettiva del racconto e suggerisce che molti degli eventi violenti legati alla casa potrebbero essere stati influenzati o addirittura causati da quella presenza misteriosa.

Nel complesso Bunny Mask

È un fumetto horror capace di distinguersi grazie alla sua atmosfera opprimente e alla sua volontà di non offrire risposte facili. Non punta sugli shock immediati o sul gore spettacolare, ma su un senso di inquietudine persistente che rimane anche dopo aver chiuso l’albo. Per chi apprezza l’horror più ambiguo e disturbante, quello che preferisce insinuare dubbi invece di risolverli, si tratta di una lettura estremamente interessante e di un titolo che merita sicuramente di essere riscoperto nelle rubriche dedicate al fumetto horror contemporaneo.


Iscriviti al nostro canale YouTube

Articoli simili

  • In Trance

    Con In Trance, Danny Boyle torna al cinema dopo la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra 2012, portando sullo schermo un thriller psicologico che gioca con i confini tra realtà, memoria e illusione. Il risultato è un film visivamente audace, carico di tensione e intriso di ambiguità, dove nulla è come sembra.

  •  | 

    High Life

    High Life segna il debutto in lingua inglese della regista francese Claire Denis, nota per il suo cinema intimista e sperimentale. Questo film del 2018 è un’opera sci-fi atipica, che unisce la fantascienza filosofica con il body horror e la riflessione esistenziale. Ambientato nello spazio profondo, narra la storia di un gruppo di prigionieri inviati in una missione scientifica suicida verso un buco nero. Protagonista è Monte, interpretato da Robert Pattinson, attore che qui prosegue il suo percorso di emancipazione dal passato da teen idol, abbracciando un ruolo oscuro e complesso.

  • Caliban

    Caliban è un fumetto horror sci-fi pubblicato tra il 2014 e il 2015, scritto da Garth Ennis – già noto per Preacher e The Boys – e illustrato da Facundo Percio (Fashion Beast). Ambientato nello spazio profondo, il fumetto racconta il viaggio disastroso di un equipaggio a bordo dell’astronave Caliban, coinvolto in una collisione inspiegabile con un’altra nave aliena. Il risultato è un’opera claustrofobica e disturbante, che unisce le atmosfere cupe di Alien con il body horror alla The Thing, e lo sguardo cinico e spietato tipico della scrittura di Ennis.

  • Pacific Fear

    La protagonista è Sarah, un’ex campionessa di surf costretta a dare forfait dalle competizioni dopo un grave incidente. Quando sente parlare di un’isola polinesiana con onde perfette mai surfate da nessuno.
    A guidarle in questo viaggio c’è Sam, un ex militare ora trasformato in guida turistica, che le conduce su un’isola cancellata da tutte le mappe e avvolta da un alone di mistero: infatti nessuno di coloro che ci ha messo piede è mai tornato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *