Fumetti

  • From Hell

    From Hell è uno di quei fumetti che non si limitano a raccontare una storia ma costruiscono un’esperienza mentale e sensoriale. Alan Moore prende il mito di Jack lo Squartatore e lo trasforma in un’indagine sull’orrore strutturale della società vittoriana, usando il delitto come lente per osservare potere, classe, sessualità e controllo. Non c’è alcuna fascinazione romantica per l’assassino né una detective story tradizionale, ma un senso costante di fatalismo che permea ogni pagina e rende la lettura densa, quasi opprimente.

  • Killadelphia

    Killadelphia è un fumetto horror che usa il vampirismo come lente politica e storica, senza mai ridurlo a semplice gimmick. Ambientato in una Philadelphia cupa e rabbiosa, il racconto parte da un trauma personale per poi allargarsi rapidamente a una visione molto più ampia del potere e della sua corruzione. Rodney Barnes scrive una storia profondamente americana, ma non celebrativa, anzi fortemente critica, in cui l’horror serve a dissezionare il mito fondativo degli Stati Uniti e a mostrarne le crepe ancora sanguinanti.

  • Through the Woods

    Through the Woods di Emily Carroll è una raccolta di racconti horror che dimostra quanto il fumetto possa essere uno strumento potentissimo per generare paura senza ricorrere a effetti spettacolari. È un libro che lavora sul non detto, sull’attesa e sulla sensazione costante che qualcosa stia per andare terribilmente storto. La lettura è rapida ma l’esperienza emotiva è lunga perché le immagini e le situazioni continuano a riaffiorare anche dopo aver chiuso il volume.

  • Nailbiter

    Nailbiter è un fumetto horror che affonda le mani nella paura più concreta e disturbante, quella legata alla violenza umana e all’ossessione per il male. Joshua Williamson costruisce una storia che parte come un thriller investigativo per poi scivolare lentamente in un incubo sempre più soffocante. Buckaroo, la cittadina al centro della vicenda, non è solo un’ambientazione ma un organismo malato, una comunità che sembra generare serial killer con una naturalezza inquietante. Fin dalle prime pagine si percepisce un senso di disagio costante, alimentato dall’idea che l’orrore non arrivi da fuori, ma sia radicato nel luogo stesso.

  • The Department of Truth

    The Department of Truth è uno degli esempi più efficaci di horror contemporaneo applicato al fumetto mainstream, capace di intercettare paure attualissime e trasformarle in un racconto profondamente disturbante. James Tynion IV costruisce una storia che parte da un’idea tanto semplice quanto inquietante la realtà è modellata dalla percezione collettiva, e se abbastanza persone credono a qualcosa, quella cosa diventa vera. L’orrore non nasce quindi da entità ultraterrene tradizionali, ma dal modo in cui la società consuma, deforma e diffonde le proprie ossessioni.

  • Providence

    Providence di Alan Moore e Jacen Burrows è un’opera che affronta l’orrore cosmico con un’ambizione rara anche nel panorama del fumetto adulto. Più che raccontare una storia di mostri, il libro indaga le crepe culturali e morali dell’America degli anni Dieci del Novecento, usando l’orrore come lente per osservare ciò che viene rimosso, represso o distorto. Moore non cerca l’impatto immediato ma costruisce un’esperienza di lettura densa, riflessiva e volutamente scomoda.

  • Buonanotte Punpun: Un Manga Generazionale

    Buonanotte, Punpun” è un manga composto da 13 volumi, scritto e sceneggiato da Inio Asano, considerato il portavoce della sua generazione di mangaka. Quest’opera appartiene al genere “slice of life”,arricchito da intense sfumature psicologiche e horror, in cui seguiamo la crescita del protagonista, Punpun un piccolo uccellino stilizzato che rappresenta le ansie e le contraddizioni dell’esistenza umana.