Il Volto dell’Abisso: chi è davvero Johan Liebert
Johan Liebert non è semplicemente un antagonista: è un vuoto che cammina, un’ombra con il volto di un angelo. In Monster, Naoki Urasawa
Johan Liebert non è semplicemente un antagonista: è un vuoto che cammina, un’ombra con il volto di un angelo. In Monster, Naoki Urasawa
Nailbiter è un fumetto horror che affonda le mani nella paura più concreta e disturbante, quella legata alla violenza umana e all’ossessione per il male. Joshua Williamson costruisce una storia che parte come un thriller investigativo per poi scivolare lentamente in un incubo sempre più soffocante. Buckaroo, la cittadina al centro della vicenda, non è solo un’ambientazione ma un organismo malato, una comunità che sembra generare serial killer con una naturalezza inquietante. Fin dalle prime pagine si percepisce un senso di disagio costante, alimentato dall’idea che l’orrore non arrivi da fuori, ma sia radicato nel luogo stesso.
The Department of Truth è uno degli esempi più efficaci di horror contemporaneo applicato al fumetto mainstream, capace di intercettare paure attualissime e trasformarle in un racconto profondamente disturbante. James Tynion IV costruisce una storia che parte da un’idea tanto semplice quanto inquietante la realtà è modellata dalla percezione collettiva, e se abbastanza persone credono a qualcosa, quella cosa diventa vera. L’orrore non nasce quindi da entità ultraterrene tradizionali, ma dal modo in cui la società consuma, deforma e diffonde le proprie ossessioni.
Nel panorama dei manga underground contemporanei, Sui Shida Ciojinix si distingue come un’opera disturbante, ostile e volutamente scomoda.
Providence di Alan Moore e Jacen Burrows è un’opera che affronta l’orrore cosmico con un’ambizione rara anche nel panorama del fumetto adulto. Più che raccontare una storia di mostri, il libro indaga le crepe culturali e morali dell’America degli anni Dieci del Novecento, usando l’orrore come lente per osservare ciò che viene rimosso, represso o distorto. Moore non cerca l’impatto immediato ma costruisce un’esperienza di lettura densa, riflessiva e volutamente scomoda.
Buonanotte, Punpun” è un manga composto da 13 volumi, scritto e sceneggiato da Inio Asano, considerato il portavoce della sua generazione di mangaka. Quest’opera appartiene al genere “slice of life”,arricchito da intense sfumature psicologiche e horror, in cui seguiamo la crescita del protagonista, Punpun un piccolo uccellino stilizzato che rappresenta le ansie e le contraddizioni dell’esistenza umana.
Wraith – Welcome to Christmasland è un fumetto che si inserisce nel genere horror, ma con una forte componente psicologica e di thriller. Prodotto dalla IDW Publishing, questa miniserie nasce dal cervello di Joe Hill, noto per il suo stile narrativo inquietante e coinvolgente. È una storia che attinge da elementi del folklore natalizio, ma li trasforma in qualcosa di sinistro e distorto. L’atmosfera del fumetto è quella di un horror che non si limita ai colpi di scena e alle situazioni spaventose, ma che entra nel profondo dei personaggi e delle loro paure più nascoste.
A Walk Through Hell è uno dei fumetti horror più spietati e meno concilianti degli ultimi anni, un’opera che rifiuta qualsiasi forma di spettacolarizzazione del terrore per concentrarsi su un’angoscia lenta, costante e profondamente umana. Garth Ennis abbandona qui l’ironia e l’eccesso che spesso caratterizzano i suoi lavori più famosi e costruisce un racconto cupo, asciutto, quasi clinico, in cui l’orrore non ha bisogno di mostri per essere devastante. Il risultato è una lettura che non cerca di intrattenere, ma di mettere a disagio, costringendo il lettore a guardare dove normalmente preferirebbe distogliere lo sguardo.
Esplora l’universo del Manga: dalla sua ricca storia millenaria ai generi unici (Shōnen, Shōjo, Seinen) e alla sua influenza globale. Scopri perché il fumetto giapponese è molto più di un semplice libro illustrato, analizzando il suo linguaggio visivo e il suo impatto socio-culturale.
Spread è un fumetto che afferra il lettore fin dalle prime pagine grazie alla sua estetica disturbante e al suo ritmo serrato. L’ambientazione è un mondo post apocalittico gelido e spoglio dominato da una massa rossa e tentacolare che soffoca ogni forma di vita. Jordan e Strahm costruiscono un universo visivo riconoscibile in pochi secondi fatto di contrasti forti e di un’iconografia che ricorda gli incubi biologici di Carpenter ma con una propria identità visiva feroce. Il risultato è un horror che non punta solo sul disgusto ma soprattutto sulla tensione continua.
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