From Hell

From Hell

From Hell è uno di quei fumetti

che non si limitano a raccontare una storia ma costruiscono un’esperienza mentale e sensoriale. Alan Moore prende il mito di Jack lo Squartatore e lo trasforma in un’indagine sull’orrore strutturale della società vittoriana, usando il delitto come lente per osservare potere, classe, sessualità e controllo. Non c’è alcuna fascinazione romantica per l’assassino né una detective story tradizionale, ma un senso costante di fatalismo che permea ogni pagina e rende la lettura densa, quasi opprimente.

Il disegno di Eddie Campbell

È fondamentale nel definire l’identità dell’opera. Il suo bianco e nero sporco, nervoso, apparentemente incompleto, restituisce una Londra che sembra marcire sotto i piedi dei personaggi. Le strade di Whitechapel diventano un labirinto mentale, più che geografico, e i volti spesso deformati o appena accennati contribuiscono a un senso di disumanizzazione totale. È uno stile che può risultare respingente a una prima occhiata, ma che si rivela perfettamente coerente con il messaggio del fumetto.

Uno degli aspetti più inquietanti di From Hell

È il modo in cui Moore intreccia storia documentata, teorie complottistiche e simbolismo esoterico. La Londra vittoriana non è solo uno sfondo, ma un organismo vivente costruito su rituali di potere, linee architettoniche e gerarchie invisibili. L’orrore non nasce solo dagli omicidi, ma dalla consapevolezza che essi siano il prodotto naturale di un sistema che schiaccia i più deboli e protegge i colpevoli.

Spoiler:

Nel corso del fumetto viene rivelato che l’assassino è Sir William Gull, medico della famiglia reale, incaricato di eliminare alcune prostitute per proteggere un segreto dinastico. I delitti diventano per lui un rituale massonico, un atto simbolico volto a riaffermare il dominio maschile e aristocratico sulla storia e sul futuro. La sua progressiva discesa nella follia culmina in visioni mistiche e viaggi mentali oltre il tempo, dove Gull si percepisce come strumento di un destino superiore, rendendo gli omicidi non solo crimini ma atti ideologici di violenza assoluta.

From Hell è anche un fumetto che chiede molto al lettore

I dialoghi sono spesso lunghi, densi di riferimenti storici e filosofici, e l’appendice finale con le note di Moore diventa quasi una seconda opera nell’opera. Questa complessità può risultare faticosa, ma è parte integrante del progetto, perché il fumetto non vuole intrattenere in modo leggero bensì costringere a riflettere, a rallentare, a confrontarsi con un male che non offre consolazione.

In definitiva

From Hell è un capolavoro dell’horror a fumetti, ma di un horror intellettuale, politico e profondamente umano nella sua crudeltà. Non spaventa con mostri o colpi di scena, bensì con l’idea che la violenza sia inscritta nelle fondamenta della società e che la storia stessa sia costruita sul sangue degli invisibili. È una lettura scomoda, a tratti estenuante, ma proprio per questo impossibile da dimenticare.


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