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“I Terrestri” di Sayaka Murata

Hai presente quando leggi qualcosa e pensi: “Aspetta… che diamine sto leggendo?” E poi ti rendi conto che, pagina dopo pagina, quella stranezza ti sta completamente risucchiando? Ecco, I terrestri di Sayaka Murata fa esattamente questo. È un libro che ti prende per mano con dolcezza e poi ti trascina in un burrone assurdo – ma non riesci più a staccartene.I terrestri-peluche-

Una protagonista fuori da ogni schema

La storia inizia con Natsuki, una bambina convinta di essere un’aliena. Già da piccola si sente fuori posto, circondata da adulti freddi, da una famiglia anaffettiva, e da un mondo che la vuole “normale”. Ma cos’è normale, esattamente?

Murata ci fa entrare nella testa di Natsuki, e lì dentro è tutto diverso: il suo migliore amico è un pupazzo parlante proveniente dal pianeta Popinpobopia, e la sua missione è “sopravvivere sulla Terra”. E sai cosa? Più leggi, più pensi che forse lei ha ragione. Forse sono gli altri a essere strani.I terrestri-autrice-

Un pugno allo stomaco… ma anche un abbraccio

Non ti mentirò: questo libro è forte. Tratta argomenti pesanti come l’abuso, la solitudine, l’alienazione. Ma lo fa con una scrittura limpida, quasi dolce, che ti lascia spiazzato. È come se Murata ti raccontasse l’orrore mentre ti accarezza la testa. E questo contrasto è potentissimo.

Ci sono momenti teneri, assurdi, disturbanti. E poi ci sono colpi di scena che ti fanno chiudere il libro un attimo solo per respirare. Però non puoi lasciarlo lì. Devi sapere come va a finire.

I terrestri-mondo-Una critica brillante alla società “normale”

Murata non scrive solo una storia bizzarra. Fa una critica lucida e feroce a come funziona la società: cosa ci viene chiesto, chi dobbiamo diventare, come dobbiamo comportarci. Se non ti sposi, se non fai figli, se non segui il “programma”… sei un alieno. Ma chi ha scritto queste regole?

I terrestri-signora-Attraverso Natsuki e gli altri personaggi, il libro ti fa riflettere su quanto può essere tossico adattarsi a forza. Ti fa venire voglia di smettere di chiedere scusa per essere diverso. E magari anche tu, alla fine, inizierai a pensare: forse essere alieni non è poi così male.

Perché dovresti leggerlo (e magari consigliarlo anche tu)

Perché è diverso da tutto il resto: non il solito romanzo, non la solita storia.

Perché ti fa sentire visto, soprattutto se ti sei mai sentito fuori posto.

Perché è una lettura che rimane dentro anche dopo averla finita.

Perché Sayaka Murata ha una voce unica, e questo libro è una vera esperienza letteraria.

In conclusione…

I terrestri non è per tutti. Ma se ami le storie che spiazzano, che fanno riflettere, che sanno essere dolci e disturbanti allo stesso tempo… allora questo libro è per te.

È un viaggio strano. Ma fidati: ne vale la pena.


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