La Cosa (The Thing)

La Cosa (The Thing)
di John Carpenter (1982)

In Antartide, un essere mostruoso che assume sembianze animali e umane, mette in pericolo la vita di un gruppo di scienziati.

Citazione.

“Voi altri credete che io sia impazzito, vero?! Be’, vi sbagliate! Non vi rendete conto di quello che sta succedendo qui, io invece l’ho capito benissimo! Credete che la Cosa volesse diventare un animale?!? Nessun cane farebbe mille miglia tra i ghiacci senza una ragione! Ma non lo avete ancora capito?! Quella cosa vuole diventare come noi! Se le sue cellule si diffondono potrebbero imitare qualunque essere sulla faccia della Terra! Io non voglio farmi trasformare in chissà che!”
(Blair)

Che cos’è “La Cosa”?

Potrebbe assumere qualunque forma animale o umana che ben conoscete. Potrebbe essere il vostro cane o il vostro amico più stretto. Non c’è modo di sapere, con certezza, se chi avete davanti sia o meno chi dice di essere. Perché il male, in questo caso, è un organismo parassita di natura aliena che replica alla perfezione l’aspetto di chi ha attaccato e si sostituisce a lui. Nessuno può dirsi al sicuro e al riparo da questa minaccia, l’esperienza non basta, anzi può essere un ostacolo. È dunque qualcosa che mette in discussione tutto quel che conosciamo, la nostra stessa concezione di realtà, qualcosa che si nutre delle nostre certezze per ingannarci e distruggerci… e per diventare noi.

Considerazioni.

John Carpenter prende spunto dal racconto “La cosa da un altro mondo” di John W. Campbell e realizza quello che è un vero e proprio cult del cinema di fantascienza/horror.

La Cosa (The Thing), in questa versione di Carpenter, è interessante soprattutto perché stravolge alcuni punti del racconto da cui trae origine e del precedente film realizzato sullo stesso soggetto.
In particolare, i punti che riguardano l’ambientazione, la natura della minaccia aliena e la reazione ad essa.

Intanto, la vicenda si sposta dal Polo nord al Polo sud. Siamo dunque di fronte a un vero e proprio capovolgimento, anche dal punto di vista strettamente geografico, rispetto al precedente film. Questo aspetto, in particolare, rispetta l’originale ambientazione del racconto.
Ma quello che più colpisce è la differente caratterizzazione della creatura aliena. Non si tratta più di un corpo unico e ben definito, un nemico chiaro contro cui lottare. Qui, la cosa diventa un’entità in continua metamorfosi e, di fatto, irriconoscibile. Si mescola e si ingloba alla perfezione nelle forme umane o animali che invade, ne diventa la perfetta imitazione, un falso indistinguibile e pericoloso.
La Cosa (The Thing)Di conseguenza, di fronte all’incertezza, cresce la diffidenza e la paranoia delle persone coinvolte. Non è possibile infatti creare un fronte comune per attaccare una creatura che è in grado di assumere le sembianze di chiunque. I rapporti umani vengono disgregati e lacerati con la stessa ferocia con cui l’organismo alieno attacca. Questo lo si vede benissimo in tutto il film e in particolare nel meraviglioso e tremendo finale nichilista e disperato. L’essere umano, posto in uno spazio ristretto e costretto a lottare per la propria personale sopravvivenza diventa spietato e estremamente diffidente.

La Cosa (The Thing)La colonna sonora di La Cosa (The Thing) è stata affidata da Carpenter a Ennio Morricone anche se, in realtà, ben poco del materiale da lui composto venne poi effettivamente utilizzato. Rimase celebre comunque il tema principale usato in tutto il film.

Il film è il primo capitolo della cosiddetta “Trilogia dell’ Apocalisse” ed è considerato dallo stesso Carpenter il suo lavoro preferito.

Conclusioni.

La Cosa (The Thing)La Cosa (The Thing) si distingue per la sua atmosfera claustrofobica e il senso crescente di paranoia. Gli effetti speciali, curati da Rob Bottin, sono particolarmente celebri e innovativi per l’epoca, rendendo le scene di trasformazione e attacco memorabili e inquietanti.
Ha avuto un’accoglienza inizialmente tiepida, ma nel corso degli anni è diventato un cult, apprezzato per la sua tensione psicologica, la regia di Carpenter e la colonna sonora, che contribuiscono a creare un’atmosfera opprimente e inquietante.


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