Painkiller

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Una tranquilla serata al ristorante per festeggiare l’anniversario di matrimonio può trasformarsi in una dannazione eterna?

Per Daniel Garner, protagonista di Painkiller, è stato proprio così !!

Painkiller è uno sparatutto, nel senso più stretto del termine. Se siete alla ricerca di un titolo dove ad alternarsi all’eliminazione fisica dei nemici risieda anche un pizzico di avventura o di altri elementi presi a prestito ad altri generi ludici, girate alla larga.

Qui si uccide e basta, ma lo si fa con gran classe.

Painkiller rientra infatti in quella ristretta cerchia di FPS che sulla scia di titoli quali Serious Sam, ma ancora prima a giochi storici quali Doom e Rise of The Triad, predilige l’azione pura e il massacro sconsiderato ad altri elementi che in questi ultimi tempi, diciamo da Half Life in poi, si sono miscelati allo sparatutto puro e semplice.

Morto, con la moglie, a causa di un incidente stradale, si ritrova in Purgatorio a dialogare con Samuele, angelo inviato da Dio, il quale gli chiede di affrontare Lucifero e di sconfiggerlo per evitare l’invasione nel Paradiso da parte delle schiere infernali.

Solo così Daniel potrà ricongiungersi con la moglie Catherin nell’Eden.

A quel punto il giocatore, con qualche dubbio sulla sua missione, si trova ad affrontare la prima parte di questo
sopratutto in prima persona
che si svolge nel Purgatorio per poi raggiungere l’inferno.

Durante il viaggio si incontreranno
Alastor, Eva e Lucifero stesso in un turbinio di feroci battaglie con armi dalla doppia modalita’ di fuoco, tarocchi magici infernali e poteri demoniaci.

In quanti hanno accompagnato Daniel nella sua caccia a Lucifero?

Come vi ha lasciato il finale?

Scrivetecelo


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