Providence

Providence

Providence di Alan Moore e Jacen Burrows

È un’opera che affronta l’orrore cosmico con un’ambizione rara anche nel panorama del fumetto adulto. Più che raccontare una storia di mostri, il libro indaga le crepe culturali e morali dell’America degli anni Dieci del Novecento, usando l’orrore come lente per osservare ciò che viene rimosso, represso o distorto. Moore non cerca l’impatto immediato ma costruisce un’esperienza di lettura densa, riflessiva e volutamente scomoda.

La struttura narrativa

segue un giovane giornalista che viaggia attraverso il New England per raccogliere storie marginali, leggende locali e testimonianze eccentriche. Questo impianto episodico richiama volutamente i racconti di H P Lovecraft, ma li rilegge in chiave critica e moderna. Ogni incontro aggiunge un tassello a un mosaico inquietante, in cui il senso di normalità viene eroso pagina dopo pagina senza bisogno di effetti facili.

Il disegno di Jacen Burrows

È essenziale e chirurgico, quasi freddo nel suo realismo. Questa scelta stilistica amplifica l’orrore invece di attenuarlo, perché rende credibile anche l’evento più disturbante. L’assenza di enfasi grafica costringe il lettore a soffermarsi sui dettagli e sulle espressioni, trasformando la quotidianità in qualcosa di minaccioso. È un approccio coerente con l’idea di un orrore che nasce dalla conoscenza più che dall’ignoto puro.

Moore utilizza Providence

Anche come saggio narrativo. Attraverso diari, lettere e dialoghi complessi, il fumetto riflette su razzismo, sessualità repressa, linguaggio e potere del mito. Lovecraft non viene celebrato in modo acritico, ma analizzato come prodotto del suo tempo, con tutte le ombre che questo comporta. Il risultato è un’opera che chiede attenzione e pazienza, ma ripaga con una profondità rara.

Spoiler:

Nel finale si comprende che il viaggio del protagonista non è stato solo un’indagine giornalistica, ma un meccanismo di innesco per una trasformazione più ampia della realtà. La rivelazione del vero ruolo del personaggio e della natura del mondo che lo circonda ribalta retroattivamente tutti gli episodi precedenti, mostrando come ogni incontro fosse parte di un disegno inevitabile. L’orrore non esplode in modo spettacolare, ma si cristallizza in una presa di coscienza definitiva e inquietante.

Providence è un fumetto che

Difficilmente mette tutti d’accordo, ma proprio per questo è prezioso. È una lettura ideale per una rubrica che voglia andare oltre il semplice intrattenimento e interrogarsi su cosa sia davvero l’horror oggi. Scomodo, colto e disturbante, rappresenta uno dei vertici della produzione di Alan Moore e un punto di riferimento per chi cerca nel fumetto un’esperienza perturbante e intellettualmente stimolante.


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