Splatter

Splatter

Splatter è stata una rivista antologica di fumetti e rubriche pubblicata in Italia dalla ACME dal 1989 al 1991. Fin dal suo esordio, la rivista ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per gli appassionati del genere horror, con una particolare attenzione al sottogenere splatter, che si distingue per la presenza di contenuti espliciti, violenti e disturbanti. Il suo impatto sulla scena fumettistica italiana è stato profondo, influenzando sia le generazioni di autori dell’epoca che quelle successive.

Splatter ha ospitato una vasta gamma di storie a fumetti, molte delle quali autoconclusive, realizzate da alcuni dei più importanti e innovativi fumettisti italiani degli anni ’80 e ’90. Tra gli autori di rilievo che hanno contribuito alla rivista, spiccano nomi come Attilio Micheluzzi, Abuli, Jordi Bernet, Antonio Segura e Silver. La qualità delle storie e delle illustrazioni era garantita da questi talentuosi artisti, che hanno saputo esplorare e reinterpretare il genere horror in modi sempre nuovi e sorprendenti. La rivista ha inoltre dato spazio a molti esordienti che, con il tempo, sono diventati veri e propri protagonisti del fumetto italiano, come Paolo Di Orazio, Nicola Mari, Bruno Brindisi, Marco Soldi e Germano Bonazzi.

SplatterOltre alle storie a fumetti, Splatter si distingueva per la sua capacità di offrire una panoramica a 360 gradi sull’horror, includendo articoli e rubriche che spaziavano dal cinema alla musica, dalla letteratura alle serie televisive. La rivista analizzava in dettaglio il panorama del cinema horror, con focus particolari sul cinema di genere italiano e internazionale. In aggiunta, trovavano spazio articoli su band e musicisti legati all’estetica gotica e dark, oltre a riflessioni su opere letterarie che esploravano i temi della paura e del soprannaturale. Il tutto arricchito da interviste a personaggi di spicco del mondo del cinema e del fumetto, come Dario Argento, regista iconico del cinema horror italiano, e John Carpenter, maestro indiscusso del cinema di paura internazionale.

Splatter non si limitava ai numeri ordinari, ma pubblicava anche numeri speciali che esploravano aspetti specifici del genere horror. Un esempio significativo è Splatter presenta: I racconti del terrore, una raccolta di racconti illustrati che mettevano in scena storie di paura, suddivise tra autori affermati e nuove promesse del fumetto. Un altro numero speciale che ha segnato la rivista è Splatter presenta: Il cinema dell’orrore, una guida che esplorava in modo approfondito la storia del cinema horror, con un’analisi dei film più influenti, dai classici italiani degli anni ’60 e ’70 fino ai più moderni successi internazionali.

Splatter

Nel corso dei suoi tre anni di vita, Splatter ha raggiunto una notevole popolarità, diventando una pubblicazione cult per gli appassionati del genere horror. La rivista ha rappresentato una vetrina importante per le nuove generazioni di autori e illustratori, molti dei quali sarebbero poi divenuti punti di riferimento nel panorama fumettistico italiano. Al tempo stesso, Splatter ha contribuito a portare l’horror nel fumetto italiano a una visibilità mai avuta prima, unendo elementi di critica sociale, denuncia e riflessione sulle paure collettive. La rivista ha consolidato un pubblico fedele, che la vedeva non solo come una rivista, ma come una vera e propria bibbia dell’orrore.

SplatterDue Numeri Famosi (Con Spoiler)

Uno dei numeri più celebri della rivista è Splatter n. 3, noto soprattutto per la storia a fumetti La casa delle bambole, scritta da Paolo Di Orazio e disegnata da Nicola Mari. Questa storia racconta la discesa nella follia di un uomo che, dopo la morte della moglie, sviluppa un’ossessione morbosa per le bambole, al punto da arrivare a compiere azioni macabre e disturbanti. La narrazione si distingue per il suo trattamento psicologico dei personaggi e per l’atmosfera inquietante che permea l’intera storia. Oltre alla parte fumettistica, questo numero include un’intervista esclusiva con Dario Argento, che offre spunti interessanti sul suo approccio al cinema horror, e un articolo che esplora il cinema horror italiano degli anni ’70, un periodo che ha dato vita ad alcuni dei film più inquietanti di sempre.

Un altro numero fondamentale della rivista è Splatter n. 10, che ospita la storia Il pozzo, scritta da Claudio Chiaverotti e disegnata da Bruno Brindisi. Questa storia si svolge in un piccolo paese, dove un antico pozzo nasconde un oscuro segreto legato a eventi paranormali. La trama si sviluppa lentamente, immergendo il lettore in un’atmosfera di tensione e mistero che culmina in una rivelazione scioccante. Il numero include anche un approfondimento sul cinema horror americano degli anni ’80, un periodo in cui il genere ha raggiunto nuove vette di popolarità e influenza. L’intervista con John Carpenter, uno dei registi più importanti di quegli anni, arricchisce ulteriormente il numero con riflessioni sulla sua carriera e sul suo approccio alla costruzione della tensione.

Splatter

Nonostante la chiusura della rivista nel 1991, Splatter ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del fumetto italiano. La sua capacità di trattare temi controversi e di portare l’horror a un pubblico vasto ha contribuito a sdoganare un genere che fino ad allora aveva avuto poca visibilità nel panorama fumettistico nazionale. Molti degli autori che sono passati dalle sue pagine hanno continuato a fare carriera nel mondo del fumetto, divenendo figure di spicco del settore. Nel 2013, la casa editrice Rizzoli Lizard ha deciso di pubblicare una raccolta antologica che raccoglie il meglio della rivista, un tributo alla sua importanza e al suo ruolo di pioniere nel panorama del fumetto horror italiano. Quest’antologia testimonia la sua influenza e il suo status di cult per gli appassionati di fumetti e horror.

Oltre all’impronta artistica, Splatter ha avuto il merito di rispecchiare un periodo storico e culturale segnato da un crescente interesse per la cultura pop e da un rinnovato amore per il genere horror, che stava vivendo una fase di grande fermento. La rivista non si limitava ad analizzare il fenomeno, ma lo ha anche influenzato, contribuendo a plasmare il modo in cui il pubblico e i critici guardavano all’horror in tutte le sue forme. Questo suo ruolo pionieristico ha fatto sì che, ancora oggi, Splatter venga ricordata come una delle riviste più significative per chi ha vissuto quella stagione, e come un punto di riferimento per chi desidera comprendere le radici di un filone che ha segnato la storia del fumetto e della cultura popolare in Italia.

Splatter

Se ti è piaciuto l’ articolo segui la rubrica: Fumetti Horror


Iscriviti al nostro canale YouTube

Articoli simili

  • John Doe

    “John Doe” è una delle opere più rappresentative del fumetto italiano moderno, creata da Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni. Pubblicata tra il 2003 e il 2012 da Eura Editoriale (poi Editoriale Aurea), la serie si distingue per il suo mix di azione, ironia e critica sociale. L’idea di seguire le vicende di un “contabile della Morte” che decide di ribellarsi al sistema divino è un concept che unisce tematiche esistenziali con un’estetica pop e pulp.

  • Samuel Stern

    Samuel Stern, è una serie horror Italiana lanciata nel 2019 da Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro per la casa editrice Bugs Comics. Ambientata a Edimburgo, la serie si focalizza su Samuel Stern, un libraio appassionato di occultismo che svolge un’attività alquanto particolare: gli esorcismi.

  • Vietnam Horror

    Di Massimo Rosi e Vito Coppola è un’opera che mescola la brutalità della guerra del Vietnam con il terrore soprannaturale, creando un’esperienza disturbante e immersiva. Pubblicato da Leviathan Labs, il fumetto si presenta come un incubo a occhi aperti, dove il realismo crudo del conflitto si fonde con l’orrore primordiale di entità oscure e incomprensibili. Se pensavi che il Vietnam fosse già un inferno sulla Terra, Rosi e Coppola ti faranno ricredere, portandoti in un girone ancora più profondo.

  • The Cannibal Family

    “The Cannibal Family” è uno dei fumetti horror italiani che più si distingue per la sua capacità di sondare l’abisso dell’animo umano, trasportando i lettori in un mondo oscuro e senza redenzione. Creato da Stefano Fantelli e Rossano Piccioni e pubblicato da Edizioni Inkiostro, questo fumetto rompe ogni convenzione, spingendosi oltre i limiti del genere horror tradizionale e lasciando una scia di riflessione che resta ben oltre l’ultima pagina. Attraverso il racconto della vita di una famiglia di cannibali, “The Cannibal Family” esplora temi profondamente disturbanti che si intrecciano con un’analisi spietata della natura umana.

  • Outcast

    Outcast è una delle opere più cupe e disturbanti scritte da Robert Kirkman, qui affiancato ai disegni da Paul Azaceta. Lontano dal respiro corale e apocalittico di The Walking Dead, Kirkman costruisce un horror intimista e soffocante che affonda le radici nella possessione demoniaca ma sceglie di raccontarla attraverso il dolore personale e il senso di colpa. La serie si sviluppa come una lenta discesa nell’oscurità spirituale dell’America provinciale, dove il male non è solo un’entità soprannaturale ma una presenza che corrode famiglie, fede e identità.

  • Harrow County

    Harrow County, scritto da Cullen Bunn e illustrato da Tyler Crook, è un racconto gotico che affonda le sue radici in un’America rurale fatta di superstizioni, boschi oscuri e creature inquietanti. Fin dal primo volume, la serie cattura grazie a un’atmosfera opprimente ma affascinante, dove ogni albero sembra avere occhi e ogni ombra nasconde un segreto. La storia si concentra su Emmy, una ragazza che vive in una remota contea e che, alla vigilia del suo diciottesimo compleanno, scopre di avere un legame profondo e pericoloso con la storia stregonesca del luogo. È l’inizio di un viaggio che mescola la paura dell’ignoto con la consapevolezza di sé.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *