Through the Woods
Through the Woods di Emily Carroll
È una raccolta di racconti horror che dimostra quanto il fumetto possa essere uno strumento potentissimo per generare paura senza ricorrere a effetti spettacolari. È un libro che lavora sul non detto, sull’attesa e sulla sensazione costante che qualcosa stia per andare terribilmente storto. La lettura è rapida ma l’esperienza emotiva è lunga perché le immagini e le situazioni continuano a riaffiorare anche dopo aver chiuso il volume.

Il tratto di Carroll è apparentemente semplice
Ma estremamente studiato. Le figure sono spesso rigide, quasi innaturali, e gli ambienti sembrano sospesi in una realtà instabile. Il bianco e nero domina la maggior parte delle storie, ma quando il colore compare lo fa in modo aggressivo e disturbante, rompendo l’equilibrio della pagina. La gestione dello spazio è centrale perché la paura nasce spesso da ciò che resta ai margini o appena fuori campo.
Dal punto di vista narrativo
Through the Woods è un esempio perfetto di horror psicologico. I racconti parlano di solitudine, relazioni tossiche, infanzia e senso di colpa, usando il soprannaturale come lente deformante più che come fine ultimo. I boschi, le case isolate e le presenze ambigue diventano simboli di un disagio profondo e universale, rendendo l’orrore intimamente umano.

Uno dei racconti più memorabili
Contiene elementi di forte impatto e qui seguono spoiler. In A Lady’s Hands Are Cold, la protagonista scopre che il marito ha ucciso la precedente moglie e ne ha nascosto il corpo dietro le pareti della casa. Le mani della donna morta emergono lentamente dal muro e ricompongono il proprio corpo davanti agli occhi della nuova moglie, in una sequenza silenziosa e terrificante. Il momento culmina con la fuga della protagonista mentre il marito viene trascinato via dalla vittima, una chiusura che unisce vendetta, tragedia e liberazione.
Ciò che rende Through the Woods così efficace
È la capacità di Emily Carroll di usare il ritmo del fumetto come strumento di terrore. Le ripetizioni di immagini, le variazioni minime tra una vignetta e l’altra e l’uso calibrato del silenzio costruiscono una tensione che ricorda più un incubo che una storia tradizionale. È un horror che non spiega tutto e proprio per questo risulta più disturbante.

Nel panorama del fumetto horror contemporaneo
Through the Woods occupa un posto speciale perché dimostra che la paura non ha bisogno di serialità o di universi complessi. È un’opera compatta, personale e profondamente inquietante, ideale per chi cerca un’esperienza intensa e autoriale. Un libro che non urla mai ma sussurra, e proprio per questo riesce a far paura molto a lungo.
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