The Endless

The Endless

The Endless (2017), diretto e interpretato da Justin Benson e Aaron Moorhead

È un film che si muove tra i confini del thriller psicologico, della fantascienza e dell’horror cosmico, riuscendo a creare un’atmosfera inquietante e intellettualmente stimolante pur lavorando con un budget ridotto. La storia segue due fratelli, Justin e Aaron (gli stessi registi nei ruoli principali), che anni dopo essere fuggiti da un presunto culto ufologico, ricevono una misteriosa videocassetta da uno dei membri e decidono di tornare per una breve visita. Ciò che trovano, tuttavia, è tutt’altro che ordinario.

Fin dall’inizio, il film crea una sensazione di sospensione

Quasi come se l’intero ambiente fosse intrappolato in uno stato temporale anomalo. La comunità che accoglie i protagonisti è sorprendentemente serena e accogliente, lontana dallo stereotipo del culto settario minaccioso. Questo contrasto tra apparenza e sostanza è uno degli elementi che rendono The Endless così disturbante: ogni sorriso, ogni frase, ogni rituale sembra carico di qualcosa di sbagliato che non viene mai detto esplicitamente. La tensione nasce da quello che non viene mostrato.

La forza del film

Risiede nella sua costruzione graduale del mistero. Man mano che i due fratelli esplorano l’area, cominciano a emergere stranezze: duplicazioni, loop temporali, oggetti che sfidano la logica. I personaggi sembrano bloccati in cicli ripetuti di eventi, come se qualcosa di esterno e inumano stesse osservando e manipolando la realtà. Il film non si affida a jump scare o sangue gratuito, ma a un senso di oppressione esistenziale che cresce scena dopo scena. L’orrore, qui, è la perdita del libero arbitrio, della linearità del tempo, della possibilità di fuga.

Spoiler:

Il momento centrale che svela la natura reale della minaccia è quando Justin e Aaron scoprono che l’intera area è sotto l’influenza di un’entità invisibile che imprigiona le persone in loop temporali infiniti, costringendole a rivivere eternamente gli stessi eventi – e spesso le stesse morti. Ogni zona ha il suo ciclo, di durata diversa, e l’entità si nutre della sofferenza e del ripetersi. Alcuni personaggi ne sono consapevoli, altri no, ma tutti sono impotenti. I fratelli hanno quindi una scelta: rientrare nel loro loop (una vita ordinaria ma priva di crescita) o rischiare la fuga, sapendo che potrebbero non sopravvivere. È un dilemma esistenziale mascherato da fantascienza, che colpisce con forza e ambiguità.

Uno degli aspetti più interessanti del film

È la sua connessione con Resolution (2012), primo lavoro del duo Benson-Moorhead. The Endless non è propriamente un sequel, ma i due film condividono lo stesso universo narrativo e, a un certo punto, si intrecciano esplicitamente. Questo espande la mitologia dell’entità sovrannaturale e rafforza l’idea che il vero orrore non risieda in creature mostruose, ma nelle strutture invisibili che governano la nostra realtà – e nella consapevolezza della loro ineluttabilità.

The Endless è una perla del cinema indipendente

Che dimostra come si possa fare grande fantascienza horror senza effetti speciali spettacolari o grandi star. È un film che pone domande filosofiche sotto la superficie di una storia misteriosa e tesa, e lo fa con una regia intelligente, una narrazione stratificata e un uso del tempo come elemento narrativo e metafisico. Non è un film per tutti, ma per chi ama l’horror che lascia il segno nella mente prima che nello stomaco, è un’esperienza imperdibile.


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