Basket Case

Basket Case

Basket Case
Frank Henenlotter
USA 1982

TRAMA

Duane è un giovane e tranquillo ragazzo che è solito muoversi e andare in giro con appresso un grande cesto in vimini. Quella che sembra una comica trovata invece nasconde un terribile e mostruoso segreto legato al passato del ragazzo che inevitabilmente condiziona il suo presente.

CONSIDERAZIONI

Basket Case è un violentissimo body horror che rimanda al filone dei fratelli nati siamesi e poi separati alla nascita.
Di forte matrice Cronenberghiana, la pellicola di debutto di Henenlotter “gioca” sul rapporto dei due gemelli nati siamesi, dove il protagonista è il buono che si fa condizionare la vita dall’orrido e sadico fratello mostruoso e deforme.
Inoltre il regista sceglie di farci vedere tutto: da quando i due erano attaccati, da come la famiglia e la società li trattavano con un finto atteggiamento di accettazione, fino a quando vengono separati dall’equipe di chirurgi che, di fatto, salva e rende normale Duane ma “uccide” (metaforicamente) Belial, rilegandolo definitivamente a una vita da emarginato sociale.
Un body horror quindi dalla forte componente di critica sociale che non si esime dal pigiare forte sull’acceleratore quando si tratta di sangue e violenza.
Il deforme Belial ucciderà tutto quello che gli capita sotto e che può compromettere il suo rapporto col fratello: dai medici che hanno voluto separalo alle amiche che vogliono sottrarglielo.
Nonostante il taglio ironico di numerose gag e dialoghi rimane in senso di angoscia, dolore e “marcio” che permea tutta la pellicola e la sceneggiatura, sensazioni che trovano l’apoteosi nello straziante ma bellissimo finale.
Un film datato (evidente in alcuni momenti l’uso della tecnica stop motion per animare il mostro) ma che non ha perso nulla del suo macabro fascino e “pesante” messaggio.

MOMENTO PANDEMONICO

Quando Belial uccide la fiamma del fratello in un atto sessuale sanguinoso e angosciante.


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