King of the Zombies

King of the Zombies

“King of the Zombies” (1941): Terrore e umorismo ai tempi della guerra

Titolo originale: King of the Zombies
Anno: 1941
Regia: Jean Yarbrough
Genere: Horror / Commedia
Durata: circa 67 minuti
Produzione: Monogram Pictures

Trama

Durante la Seconda Guerra Mondiale, un aereo militare precipita su un’isola sconosciuta dei Caraibi. I tre sopravvissuti trovano rifugio nella villa del dottor Miklos Sangre, un uomo dall’aria inquietante. Ben presto scoprono che il dottore è coinvolto in rituali voodoo e nel controllo di zombi, usati per fini misteriosi legati allo spionaggio. I protagonisti, tra cui il cameriere Jeff, dovranno affrontare una lotta per la sopravvivenza e sventare i sinistri piani del loro ospite.

Un horror con accenti comici

Il film si distingue per l’insolita miscela di suspense e comicità. Mantan Moreland, nel ruolo di Jeff, offre una delle interpretazioni più memorabili del film, rubando spesso la scena con i suoi tempi comici e la sua mimica espressiva. La sua presenza, sebbene inserita in un contesto di stereotipi razziali tipici dell’epoca, ha contribuito a rendere il film un piccolo cult.

L’elemento horror, invece, è costruito attraverso l’ambientazione gotica, la villa decadente, l’ipnosi e i rituali voodoo: ingredienti che erano già parte dell’immaginario horror hollywoodiano, ma qui trattati con un approccio più leggero, quasi parodico.

Riflessioni e contesto storico

Girato con un budget ridotto dalla Monogram Pictures, King of the Zombies è un esempio di cinema di serie B che cercava di rispondere alla domanda del pubblico per l’intrattenimento durante un periodo difficile come quello della guerra. Il film fu persino candidato agli Oscar del 1942 per la miglior colonna sonora originale, una curiosità che testimonia il suo inaspettato successo.

Interessante anche il sottotesto politico: il dottor Sangre, con il suo accento europeo e il controllo mentale esercitato sui morti viventi, è stato letto da alcuni critici come una figura simbolica delle paure legate alle ideologie totalitarie dell’epoca.

Eredità e influenza

King of the Zombies ha influenzato un certo filone di horror comico e ha anticipato, in parte, quella commistione tra humor e paura che sarà esplorata con maggior successo in film più tardi, come quelli di Abbott e Costello o, in epoche più recenti, La notte dei morti dementi.

Anche se oggi appare datato sotto diversi aspetti, il film resta un interessante documento di cinema popolare e un esempio curioso di come anche il genere horror possa essere usato per distrarre, divertire e riflettere.


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