Late Night with the Devil – In Onda con il Diavolo
Late Night with the Devil – In onda con il diavolo (2023)
Regia: Cameron Cairnes, Colin Cairnes
Genere: Horror / Mockumentary / Found footage
Un talk show fuori controllo
Late Night with the Devil – In onda con il diavolo è un horror originale e sorprendente diretto da Cameron Cairnes e Colin Cairnes che reinventa il mockumentary con un approccio grottesco e inquietante. Il film si presenta come una registrazione “ritrovata” di una puntata televisiva degli anni ’70 di un talk show, in cui il conduttore ospita un famoso mago televisivo. Quello che all’inizio sembra un semplice show pagliaccesco si trasforma rapidamente in una discesa nel caos e nell’oscurità quando l’ospite inizia a evocare qualcosa di davvero pericoloso.
Il diavolo in diretta TV
Senza sottrarsi al formato televisivo che richiama i classici late night show, il film gioca sull’illusione del reale. Le telecamere riprendono una puntata apparentemente normale finché il “mago” non inizia a compiere atti sempre più disturbanti e inspiegabili, fino a invocare una forza oscura che sembra manifestarsi in diretta. Le apparizioni inquietanti, il comportamento sempre più fuori controllo dei partecipanti alla trasmissione e la reazione confusa del pubblico in studio trasformano la puntata in un vero e proprio incubo mediatico.
Un mockumentary che spiazza
Parte del fascino di Late Night with the Devil sta nell’uso del formato found footage e mockumentary: il pubblico percepisce la finzione come realtà televisiva, amplificando l’effetto disturbante degli eventi. Il ritmo è serrato, la tensione aumenta scena dopo scena, mentre i momenti di apparente normalità vengono progressivamente corrotti da fenomeni inspiegabili e violenti.
I registi Cameron e Colin Cairnes sfruttano con maestria l’ambiguità tra show televisivo e horror soprannaturale, facendo leva su una serie di dettagli: improvvise interruzioni di segnale, urla in sottofondo, distorsioni audio, reazioni isteriche del pubblico e dello staff. Tutto contribuisce a dare l’idea che qualcosa di reale, e terribilmente sbagliato, stia accadendo.
Tematiche sottese
Più che un semplice horror di possessione o di apparizioni demoniache, il film esplora anche temi più profondi:
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Il ruolo dei media nella percezione del reale: cosa accade quando quello che vediamo in televisione sembra sfuggire a qualsiasi controllo?
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La manipolazione delle immagini: la forma mockumentary gioca proprio sulla fiducia dello spettatore nei confronti del visivo.
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Il fascino del proibito: il mago e i suoi trucchi evocano una forza che trascende la semplice magia da palcoscenico.
Accoglienza e stile
Late Night with the Devil ha attirato l’attenzione di pubblico e critica per la sua originalità e la capacità di giocare con stili e formati narrativi tipicamente televisivi, trasformandoli in strumenti di terrore. La scelta di ambientare l’intera vicenda in un talk show anni ’70 non è solo estetica: crea un contrasto potente tra familiarità visiva e orrore crescente.
Pur muovendosi in un budget contenuto e in una cornice apparentemente “semplice”, il film costruisce un crescendo di tensione che non lascia tregua allo spettatore, mescolando elementi di horror psicologico, sovrannaturale e satira sociale.
Conclusione
Late Night with the Devil – In onda con il diavolo è un horror intelligente e disturbante che sfrutta in modo originale il formato televisivo per trasformare l’ordinario in straordinariamente inquietante. Un esempio di come il genere possa rinnovarsi attraverso la forma e la narrazione, offrendo un’esperienza che fa riflettere oltre che spaventare.
Ideale per gli amanti dell’horror sovrannaturale che cercano un film capace di sorprendere e mettere in discussione la linea sottile tra realtà e illusione… soprattutto quando le luci della telecamera restano accese. (2023)
Regia: Cameron Cairnes, Colin Cairnes
Genere: Horror / Mockumentary / Found footage
Un talk show fuori controllo
Late Night with the Devil – In onda con il diavolo è un horror originale e sorprendente diretto da Cameron Cairnes e Colin Cairnes che reinventa il mockumentary con un approccio grottesco e inquietante. Il film si presenta come una registrazione “ritrovata” di una puntata televisiva degli anni ’70 di un talk show, in cui il conduttore ospita un famoso mago televisivo. Quello che all’inizio sembra un semplice show pagliaccesco si trasforma rapidamente in una discesa nel caos e nell’oscurità quando l’ospite inizia a evocare qualcosa di davvero pericoloso.
Il diavolo in diretta TV
Senza sottrarsi al formato televisivo che richiama i classici late night show, il film gioca sull’illusione del reale. Le telecamere riprendono una puntata apparentemente normale finché il “mago” non inizia a compiere atti sempre più disturbanti e inspiegabili, fino a invocare una forza oscura che sembra manifestarsi in diretta. Le apparizioni inquietanti, il comportamento sempre più fuori controllo dei partecipanti alla trasmissione e la reazione confusa del pubblico in studio trasformano la puntata in un vero e proprio incubo mediatico.
Un mockumentary che spiazza
Parte del fascino di Late Night with the Devil sta nell’uso del formato found footage e mockumentary: il pubblico percepisce la finzione come realtà televisiva, amplificando l’effetto disturbante degli eventi. Il ritmo è serrato, la tensione aumenta scena dopo scena, mentre i momenti di apparente normalità vengono progressivamente corrotti da fenomeni inspiegabili e violenti.
I registi Cameron e Colin Cairnes sfruttano con maestria l’ambiguità tra show televisivo e horror soprannaturale, facendo leva su una serie di dettagli: improvvise interruzioni di segnale, urla in sottofondo, distorsioni audio, reazioni isteriche del pubblico e dello staff. Tutto contribuisce a dare l’idea che qualcosa di reale, e terribilmente sbagliato, stia accadendo.
Tematiche sottese
Più che un semplice horror di possessione o di apparizioni demoniache, il film esplora anche temi più profondi:
-
Il ruolo dei media nella percezione del reale: cosa accade quando quello che vediamo in televisione sembra sfuggire a qualsiasi controllo?
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La manipolazione delle immagini: la forma mockumentary gioca proprio sulla fiducia dello spettatore nei confronti del visivo.
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Il fascino del proibito: il mago e i suoi trucchi evocano una forza che trascende la semplice magia da palcoscenico.
Accoglienza e stile
Late Night with the Devil ha attirato l’attenzione di pubblico e critica per la sua originalità e la capacità di giocare con stili e formati narrativi tipicamente televisivi, trasformandoli in strumenti di terrore. La scelta di ambientare l’intera vicenda in un talk show anni ’70 non è solo estetica: crea un contrasto potente tra familiarità visiva e orrore crescente.
Pur muovendosi in un budget contenuto e in una cornice apparentemente “semplice”, il film costruisce un crescendo di tensione che non lascia tregua allo spettatore, mescolando elementi di horror psicologico, sovrannaturale e satira sociale.
Conclusione
Late Night with the Devil – In onda con il diavolo è un horror intelligente e disturbante che sfrutta in modo originale il formato televisivo per trasformare l’ordinario in straordinariamente inquietante. Un esempio di come il genere possa rinnovarsi attraverso la forma e la narrazione, offrendo un’esperienza che fa riflettere oltre che spaventare.
Ideale per gli amanti dell’horror sovrannaturale che cercano un film capace di sorprendere e mettere in discussione la linea sottile tra realtà e illusione… soprattutto quando le luci della telecamera restano accese.
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