Malignant

Malignant

MALIGNANT
Regia di James Wan
USA 2021

TRAMA
Seattle. Madison è incinta e vive con il marito violento e bipolare Derek. Oltre al marito manesco, la torturano incubi a occhi aperti di orribili omicidi. Madison però scopre che le morti che vede sono realmente accadute, tanto da percepire un rapporto tra lei e l’omicida che li unisce come un cordone ombelicale, lo stesso del bimbo che desidera e non può avere. Dopo la morte del marito, Madison e sua sorella si affidano al detective Shaw, indirizzando le indagini su un terzo delitto, visto e vissuto da Madison, che porta dritto al suo passato: il rapporto con un amico immaginario di nome Gabriel.

CONSIDERAZIONI
James Wan oggi è uno dei più quotati cineasti degli ultimi vent’anni, forte di successi clamorosi quali Saw, Insidious e The Conjuring è addirittura atterrato sulla sponda mainstream di Hollywood per dirigere nel 2015 il settimo capitolo del franchising Fast & Furious e nel 2018 Aquaman.
L’esperienza non deve averlo soddisfatto pienamente visto questo ritorno di fiamma col genere che l’ha lanciato e a cui ha contribuito non poco a tracciare coordinate chiare e riconoscibili.

Questo Malignant è un horror che tributa i classici soprattutto di casa nostra, le Ghost story nipponiche e alcuni famosi body horror.
Nella prima parte infatti vediamo chiari riferimenti ai thriller che hanno reso famosi Bava e Argento (quando Madison filtra e si connette con l’assassino vedendolo proprio in azione) poi si passa al mistery degli horror nipponici fino all’esplosione body horror dell’ultimo atto finale
Wan qui dimostra a tutti la sua grande mano registica supportato da un enorme lavoro alla fotografia. L’estetica risulta addirittura migliorata dei suoi lavori più famosi e non pone limiti a tecnicismi comunque funzionali alla storia.

Malignant si dimostra essere un horror a tutti gli effetti: quando c’è da “pestare” lo fa senza mezzi termini mostrando tutto quello che va visto
Inizia subito con la scena all’ospedale dove ossa rotte, sangue a fiotti e morti violente ci fanno capire l’andazzo della storia, poi si prende il tempo per ricamare un atto onirico con i caratteristici jumpscare e momenti visionari che danno un taglio thriller, quasi alla De Palma, ricreando il profilo dell’assassino che incuriosisce lo spettatore man mano che la storia si snoda.
Fino alla rivelazione finale, atto che non si limita solo a dirci chi è l’assassino e perché agisce così, ma dal momento che sappiamo chi è lo vedremo anche in azione in un trionfo splatter e body horror che raramente ho visto in un film che si rivolge al grande pubblico

Quando Gabriel entra in scena lo fa distruggendo letteralmente corpi e luoghi. Vedremo arti staccati, occhi strappati, fiumi di sangue e violenza a gogò.
Qui Wan dimostra anche tutto il suo repertorio action con una regia veloce e snella.
Notevole anche le scene, che vedremo attraverso videocassette, dove ci viene mostrata la genesi della creatura e il seguente rimedio.
Malignant attinge si al thriller/giallo degli anni 70 ma impossibile non trovare chiari riferimenti cronenberghiani dei vari Inseparabili e La zona morta, anche se il titolo che più di tutti sovviene è senza dubbio Basket Case.

Un ritorno all’horror sentito e “libero” di James Wan, un titolo che ha fatto storcere il naso a molti e che in molti l’hanno pure deriso ma che, nonostante questo, non gli ha impedito di fare grandi incassi
Si mormora di un secondo capitolo (nonostante la chiusura del film sembri abbastanza chiara).
Il film è disponibile su Netflix.

MOMENTO PANDEMONICO
Quando Madison, chiusa in cella con altre detenute, darà a Gabriel la possibilità di entrare in scena dando libero sfogo alla violenta ferocia dell’assassino.


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