Pusher – L’ Inizio
Pusher – L’inizio (1996)
Regia di Nicolas Winding Refn
L’esordio che ha cambiato il crime europeo
Con Pusher – L’inizio, Nicolas Winding Refn firma nel 1996 uno degli esordi più potenti e radicali del cinema europeo degli anni Novanta. Girato con un budget ridottissimo e uno stile volutamente grezzo, il film si impone come un ritratto brutale e senza filtri della criminalità urbana di Copenaghen, lontano da qualsiasi romanticismo gangsteristico.
Una storia di sopravvivenza e paranoia
Il protagonista è Frank, piccolo spacciatore che vive di espedienti nel sottobosco criminale danese. Dopo un’operazione di droga finita male, Frank si ritrova in debito con uno spietato boss della malavita. Da quel momento, la sua esistenza precipita in una spirale di paranoia, violenza e disperazione, scandita da tentativi sempre più disperati di rimettere insieme il denaro necessario a salvarsi la vita.
Il film segue Frank nell’arco di pochi giorni, trasformando il tempo narrativo in una gabbia soffocante che amplifica l’ansia e l’inevitabilità del destino.
Uno stile crudo e immersivo
Refn adotta una regia nervosa e sporca, fatta di camera a mano, luci naturali e ambientazioni reali. Le strade, gli appartamenti e i locali notturni di Copenaghen diventano spazi opprimenti, quasi claustrofobici. L’assenza di una colonna sonora tradizionale e il ricorso a suoni ambientali contribuiscono a rendere l’esperienza ancora più realistica e disturbante.
Lo stile visivo anticipa molte delle ossessioni future del regista: la violenza improvvisa, la mascolinità tossica, l’idea di un mondo criminale dominato da regole ferree e privo di redenzione.
Personaggi senza eroismi
In Pusher non esistono eroi. Frank è impulsivo, arrogante e incapace di assumersi responsabilità; i personaggi che lo circondano sono figure ambigue, spesso crudeli, che agiscono esclusivamente per interesse personale. L’amicizia, la lealtà e l’amore vengono sistematicamente messi in discussione, mostrando un ambiente dove la fiducia è un lusso che nessuno può permettersi.
Un cult e l’inizio di una trilogia
Nonostante una distribuzione inizialmente limitata, Pusher – L’inizio è diventato rapidamente un film di culto, dando origine a due sequel (Pusher II e Pusher III) e lanciando la carriera internazionale di Nicolas Winding Refn. Il film ha inoltre contribuito a ridefinire il cinema crime europeo, influenzando registi e produzioni successive per il suo realismo spietato.
Conclusione
Pusher – L’inizio è un’opera dura, essenziale e profondamente inquieta. Un film che non cerca di piacere, ma di colpire, raccontando la criminalità come una trappola senza uscita. È il manifesto di un autore che, fin dal suo debutto, dimostra una visione personale e un coraggio stilistico rari, destinati a lasciare un segno profondo nel cinema contemporaneo.
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