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“Split” (2016): il thriller psicologico di M. Night Shyamalan che svela l’abisso della mente

Con Split, uscito nel 2016, il regista M. Night Shyamalan torna con forza alle atmosfere inquietanti che lo hanno reso celebre. Dopo alcuni anni di alti e bassi, Split segna un ritorno in grande stile al thriller psicologico, unendo tensione narrativa, performance memorabili e colpi di scena in puro stile Shyamalan.

La trama: 23 personalità e un’ombra in agguato

La storia ruota attorno a Kevin Wendell Crumb (interpretato da uno straordinario James McAvoy), un uomo affetto da disturbo dissociativo dell’identità che ospita nel suo corpo ben 23 personalità differenti. Quando rapisce tre adolescenti — tra cui Casey Cooke (Anya Taylor-Joy) — le ragazze si rendono conto che stanno affrontando un nemico imprevedibile, le cui personalità emergono e si alternano in base al contesto.

Ma il vero orrore si manifesta con l’arrivo della ventiquattresima personalità, soprannominata la Bestia, una creatura potenziata da un’oscura convinzione interiore, capace di trasformare Kevin in qualcosa di disumano.

James McAvoy: una prova attoriale monumentale

L’anima del film è la prova camaleontica di James McAvoy, che dà vita a personalità completamente diverse — dal meticoloso Dennis alla materna Patricia, fino al bambino Hedwig. Il suo lavoro è meticoloso, disturbante e affascinante, e riesce a trasmettere l’instabilità del personaggio senza mai scadere nel grottesco.

Un ritorno al cinema “alla Shyamalan”

Split conferma la capacità di Shyamalan di costruire la tensione attraverso piccoli indizi, dialoghi ambigui e un uso sapiente dell’inquadratura. Il film gioca con lo spettatore, tenendolo costantemente in bilico tra realtà e delirio, fino all’inatteso colpo di scena finale che collega la storia all’universo narrativo di Unbreakable (2000), aprendo le porte al sequel Glass (2019).

Tra psicologia e horror

Pur immerso in un contesto da thriller-horror, Split è anche un’indagine sulla mente umana, sulle ferite invisibili dell’abuso e sul potere della sopravvivenza psicologica. La figura di Casey, interpretata con sensibilità da Anya Taylor-Joy, offre un contrappunto umano e toccante al delirio del protagonista.

Conclusione

Split è uno dei film più riusciti di M. Night Shyamalan degli ultimi anni: inquietante, teso, intelligente. Grazie a un’interpretazione eccezionale di McAvoy e a una regia che sa dosare suspense e pathos, il film si afferma come un thriller psicologico di rara efficacia, capace di disturbare e affascinare allo stesso tempo.

Un viaggio oscuro nella psiche umana, che conferma il talento di Shyamalan nel raccontare il lato più misterioso dell’essere umano.


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