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    Baby Reindeer

    Baby Reindeer è una di quelle serie che non cercano di piacere allo spettatore, ma di metterlo a disagio. Creata e interpretata da Richard Gadd, la miniserie Netflix è un viaggio brutale e intimo dentro i meccanismi della dipendenza emotiva, dello stalking e del trauma, raccontati senza filtri, senza eroismi e senza facili assoluzioni.

  • Muti – The Ritual Killer

    Muti – The Ritual Killer (2023), diretto da George Gallo, è un thriller cupo e inquietante che mescola elementi investigativi con un’esplorazione delle tradizioni rituali africane, offrendo un racconto di suspense e orrore psicologico. Il film è interpretato da Morgan Freeman e Cole Hauser, due attori che portano profondità emotiva e intensità al dramma.

  • Fatale

    Fatale di Ed Brubaker e Sean Phillips è una delle opere più affascinanti del fumetto horror contemporaneo, un racconto che intreccia noir e orrore cosmico con una naturalezza sorprendente. La serie segue le tracce di Josephine, una donna enigmatica la cui esistenza sembra attraversare i decenni senza invecchiare, lasciando dietro di sé una scia di ossessioni, sangue e culti oscuri. Fin dalle prime pagine si percepisce un senso di fatalità incombente, come se ogni personaggio fosse destinato a precipitare in un abisso già scritto.

  • Twixt

    Con Twixt, il leggendario regista Francis Ford Coppola si avventura in un territorio oscuro e sperimentale, mescolando elementi gotici, horror psicologico e narrativa onirica. Il film, presentato per la prima volta al Toronto International Film Festival nel 2011, rappresenta un’opera personale per Coppola, ispirata a un sogno che il regista stesso ha avuto. Nonostante la sua ricezione contrastante, Twixt offre uno sguardo intrigante sul lato più sperimentale del cinema di Coppola, lontano dai fasti epici di opere come Il padrino o Apocalypse Now.

  • Infinity Pool

    Infinity Pool è un film che ti accoglie con una promessa di lusso e lentamente la trasforma in una minaccia. Brandon Cronenberg costruisce un’esperienza che sembra partire come una satira sul turismo elitario per poi scivolare in qualcosa di molto più viscerale e destabilizzante. L’ambientazione esotica non è mai davvero rassicurante, anzi diventa fin da subito un teatro astratto e crudele dove le regole morali sembrano sospese. Il film lavora più per sensazioni che per spiegazioni, e lo fa con una sicurezza che non chiede mai il permesso allo spettatore.