Dandadan: L’anime che rompe ogni schema del paranormale
Dandadan si impone come una vera anomalia: non perché cerca di essere diverso, ma perché lo è davvero. Tratto dal manga cult di Yukinobu Tatsu
Dandadan si impone come una vera anomalia: non perché cerca di essere diverso, ma perché lo è davvero. Tratto dal manga cult di Yukinobu Tatsu
Dan Turner, interpretato da Mamoudou Athine, un archivista del governo che viene incaricato di digitalizzare le cassette di un progetto degli anni ’90 chiamato “Archive 81”. Nel corso della sua missione, Dan scopre che il progetto archivistico era in realtà un esperimento di controllo mentale che coinvolgeva un gruppo di persone sottoposte a tecniche di induzione del sonno profondo e di manipolazione della memoria.
L’opera in oggetto e’ il terzo capitolo di una trilogia che comprende anche i film “Unbreakable” del 2000 e “Split” del 2016. La trama ruota attorno a tre personaggi principali: David Dunn (interpretato da Bruce Willis), Elijah Price / Mr. Glass (interpretato da Samuel L. Jackson) e Kevin Wendell Crumb (interpretato da James McAvoy).
Nel panorama dei film gangster americani, pochi titoli sono diventati così emblematici e immortali come Scarface, diretto nel 1983 da Brian De Palma e sceneggiato da Oliver Stone. Rifacimento libero dell’omonimo film del 1932 di Howard Hawks, questa nuova versione si distacca dall’ambientazione della Chicago del proibizionismo per raccontare l’ascesa e la caduta di un boss della droga nella Miami degli anni Ottanta.
Ambientato nella Londra del 1761, il film prende spunto dal famigerato ospedale psichiatrico di Bedlam, tristemente noto per le sue crudeltà e disumanità nei confronti dei pazienti mentali. Il perfido Maestro Sims (Boris Karloff) è il direttore della struttura, un uomo raffinato ma sadico, che trasforma il manicomio in un’attrazione per i ricchi curiosi dell’alta società.
Fire Punch non è semplicemente un manga: è un esperimento narrativo brutale, una discesa negli inferi dell’esistenza che lascia cicatrici indelebili sull’animo del lettore.
Mad God, diretto da Phil Tippett, è un’opera cinematografica unica, nata da un incubo durato trent’anni. Tippett, genio degli effetti visivi dietro capolavori come Star Wars e Jurassic Park, ci trasporta in un universo distorto, costruito interamente con animazione in stop-motion e live-action minimali. L’intera pellicola è priva di dialoghi e si regge su immagini disturbanti, rumori industriali e una colonna sonora cupa. Non c’è una narrazione tradizionale, bensì una lenta discesa negli abissi di un mondo post-apocalittico, grottesco e corrotto.
Nel 2008 il regista giapponese Masayuki Ochiai, già autore di pellicole legate al soprannaturale, porta sul grande schermo “Ombre dal passato” (Shutter), remake statunitense dell’omonimo film thailandese del 2004. Il risultato è un thriller paranormale inquietante che mescola orrore psicologico e mistero, con forti richiami al cinema giapponese di fantasmi, come The Ring e The Grudge.
Un padre di famiglia si maschera da clown per la festa di compleanno del figlio. Non riuscirà più a togliersi il costume.
I terrestri di Sayaka Murata fa esattamente questo. È un libro che ti prende per mano con dolcezza e poi ti trascina in un burrone assurdo