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  • Voces

    La storia ruota attorno a Clara, una giovane madre, e alla sua famiglia che si trasferisce in una nuova abitazione. Ben presto, la casa inizia a manifestare fenomeni inspiegabili: rumori inquietanti, oggetti che si muovono da soli e, soprattutto, voci misteriose che sembrano comunicare con gli abitanti.

  • The Visit

    Due fratelli adolescenti, Becca e Tyler, partono per una settimana di vacanza a casa dei nonni materni, che non hanno mai conosciuto. La madre è in rotta con loro da anni, ma i ragazzi vogliono documentare l’incontro attraverso un filmato (da qui la forma found footage).
    All’inizio tutto sembra normale, ma col passare dei giorni, i comportamenti dei nonni diventano sempre più inquietanti: regole strane, rumori notturni, gesti bizzarri. Becca e Tyler iniziano a sospettare che qualcosa non vada, e ciò che scopriranno trasformerà il soggiorno in un incubo.

  • Good Boy

    Good Boy (2022), regia di Viljar Bøe è un film horror psicologico norvegese che si distingue per la sua premessa insolita e disturbante, capace di fondere tensione, satira sociale e inquietudine emotiva in un racconto tanto minimalista quanto spiazzante.

  • Sons of the Forest

    Ambientato su un’isola remota e apparentemente disabitata, Sons of the Forest mette il giocatore nei panni di un operatore inviato a cercare un miliardario scomparso. Dopo un incidente in elicottero, la missione si trasforma rapidamente in un incubo: la foresta non è solo selvaggia, ma popolata da mutanti, cannibali e misteriose entità che reagiscono dinamicamente alla presenza umana.

  • The Empty Man

    The Empty Man di Cullen Bunn e Vanesa R. Del Rey è uno di quei fumetti che iniziano come una leggenda metropolitana e finiscono per trasformarsi in un viaggio nell’orrore metafisico. Pubblicato da BOOM! Studios, il primo arco narrativo si presenta come un’indagine su una misteriosa entità evocata da un rituale apparentemente innocuo, ma già dalle prime pagine si percepisce che l’obiettivo non è semplicemente spaventare. L’opera costruisce un senso di inquietudine progressivo, insinuando il dubbio che l’orrore non sia qualcosa che arriva dall’esterno, ma che si annidi nella mente e nelle crepe della realtà.