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  • From Hell

    From Hell è uno di quei fumetti che non si limitano a raccontare una storia ma costruiscono un’esperienza mentale e sensoriale. Alan Moore prende il mito di Jack lo Squartatore e lo trasforma in un’indagine sull’orrore strutturale della società vittoriana, usando il delitto come lente per osservare potere, classe, sessualità e controllo. Non c’è alcuna fascinazione romantica per l’assassino né una detective story tradizionale, ma un senso costante di fatalismo che permea ogni pagina e rende la lettura densa, quasi opprimente.

  • Echi Mortali

    La vita di Tom, marito e padre come tanti, viene stravolta dall’inconfutabile prova che le forze paranormali esistono veramente.
    L’episodio scatenante avviene quando un po’ per gioco e un po’ per sfida, si fa ipnotizzare da sua cognata, più per dimostrarle che l’ipnosi è una stupidaggine che per convinzione.
    Dopo però cambierà qualcosa in lui.

  • M3GAN

    M3GAN, acronimo di “model 3 generative android”, é una sorta di androide progettato dall’ inventrice Gemma.
    Il suo compito é quello di diventare la migliore amica di qualunque bambino.
    Sarà la nipote di Gemma a testare ufficialmente la nuova invenzione, una bambola dall’aspetto decisamente realistico…

  • Sette Anime

    Sette anime (Seven Pounds, 2008), diretto da Gabriele Muccino, è un dramma intenso e commovente che esplora temi come il sacrificio, la colpa e la redenzione. Interpretato da Will Smith, il film segna la seconda collaborazione tra l’attore e il regista italiano dopo il successo di La ricerca della felicità (2006). Con una trama ricca di mistero ed emozione, Sette anime invita il pubblico a riflettere sul potere trasformativo dell’amore e dell’altruismo.

  • The Signal

    The Signal di William Eubank è un film che ama travestirsi. Inizia come un techno thriller giovanile con hacker brillanti e ironia da road movie indie, ma molto presto lascia intendere che quella leggerezza è solo una maschera. C’è un senso di instabilità costante, come se l’immagine stessa non fosse mai del tutto affidabile. Lo spettatore viene trascinato in una narrazione che sembra familiare solo per poter essere poi lentamente sabotata, ed è proprio in questo slittamento progressivo che il film trova la sua identità più interessante.

  • Killadelphia

    Killadelphia è un fumetto horror che usa il vampirismo come lente politica e storica, senza mai ridurlo a semplice gimmick. Ambientato in una Philadelphia cupa e rabbiosa, il racconto parte da un trauma personale per poi allargarsi rapidamente a una visione molto più ampia del potere e della sua corruzione. Rodney Barnes scrive una storia profondamente americana, ma non celebrativa, anzi fortemente critica, in cui l’horror serve a dissezionare il mito fondativo degli Stati Uniti e a mostrarne le crepe ancora sanguinanti.