The Old Ways
The Old Ways (2020), regia di Christopher Alender: il folklore messicano tra esorcismi e horror psicologico
The Old Ways (2020), diretto da Christopher Alender, è un horror psicologico che fonde elementi soprannaturali e folklore messicano, raccontando una storia di possessione e superstizione radicata nelle tradizioni locali. Il film combina tensione claustrofobica, rituali antichi e un approccio moderno all’horror, offrendo un’esperienza intensa e immersiva.
Trama: un esorcismo tra mito e realtà
La protagonista del film è Cristina, una giornalista di origine messicana che torna nel suo villaggio natale per indagare su leggende locali riguardanti possessioni demoniache. Durante una delle sue inchieste, viene rapita da un gruppo che crede fermamente nelle antiche pratiche di esorcismo tradizionali, convinto che Cristina sia posseduta da uno spirito maligno noto come “Wekufe”.
Intrappolata in una casa isolata, Cristina deve affrontare sia la forza soprannaturale che minaccia la sua vita, sia le credenze radicate dei locali che insistono nell’eseguire rituali estremi per “purificarla”. La vicenda esplora così il confine tra religione, superstizione e realtà, mentre la protagonista lotta per la propria sopravvivenza fisica e psicologica.
Atmosfera e stile visivo
Christopher Alender costruisce un’atmosfera tesa e claustrofobica, enfatizzando il senso di isolamento della protagonista. La casa in cui avviene gran parte della vicenda diventa un luogo opprimente, con corridoi stretti, stanze poco illuminate e suoni inquietanti. La regia alterna momenti di tensione lenta a scene di paura più immediata, creando un equilibrio tra suspense psicologica e horror tradizionale.
L’uso della fotografia e delle luci calde e naturali nelle scene ambientate nel villaggio contrasta con gli interni oscuri della casa, rafforzando la sensazione di alienazione e minaccia costante.
Temi e simbolismo
The Old Ways esplora diversi temi:
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La collisione tra modernità e tradizione, evidenziata dal ritorno di Cristina al villaggio.
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La paura del soprannaturale e la fede nelle pratiche antiche.
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La possessione come metafora della perdita di controllo e del confronto con le proprie radici culturali.
Il film utilizza la mitologia messicana per creare un orrore unico, lontano dai cliché del classico horror statunitense, conferendo profondità culturale e psicologica alla storia.
Personaggi
Cristina è il fulcro emotivo del film, la cui lotta interiore e fisica guida la narrazione. I locali e il gruppo di esorcisti rappresentano sia la minaccia esterna sia il peso della tradizione culturale, creando dinamiche complesse di potere, fede e paura.
Posizione nel panorama horror contemporaneo
The Old Ways si colloca nel filone dell’horror soprannaturale che unisce folklore tradizionale e suspense psicologica, simile ad altri horror di possessione ma con una forte identità culturale. Il film è apprezzato per l’ambientazione autentica, la tensione costante e l’uso del folklore come motore narrativo, distinguendosi nel panorama dell’horror americano moderno.
Conclusione
The Old Ways (2020) è un horror psicologico intenso e suggestivo, in cui il folklore messicano diventa la chiave per esplorare la paura, la fede e la superstizione. La regia di Christopher Alender sfrutta lo spazio chiuso e le tradizioni locali per costruire un’atmosfera claustrofobica e inquietante, rendendo il film un’esperienza disturbante ma culturalmente ricca.
Perfetto per gli appassionati di horror soprannaturale e di storie radicate nelle tradizioni folkloristiche, il film dimostra come la paura possa nascere tanto dal sovrannaturale quanto dal confronto con antiche credenze e rituali ancestrali.
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