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  • Bunny Mask

    Bunny Mask è uno di quei fumetti horror che riescono a insinuarsi lentamente nella mente del lettore, costruendo un senso di inquietudine che cresce pagina dopo pagina. Scritto da Paul Tobin e disegnato da Andrea Mutti, il fumetto pubblicato da AfterShock Comics si inserisce nel filone dell’horror psicologico e del weird contemporaneo, dove il mistero è più importante della spiegazione e l’atmosfera conta quanto la trama. La serie riesce a creare fin dalle prime pagine una sensazione disturbante e straniante, giocando con l’idea di una presenza enigmatica che sfugge a ogni tentativo di comprensione.

  • eXistenZ

    Nel panorama della fantascienza degli anni Novanta eXistenZ occupa un posto singolare e disturbante. Il film immagina un futuro molto vicino in cui i videogiochi non sono più semplici schermi ma esperienze neurali totali capaci di collegarsi direttamente al corpo umano. La protagonista Allegra Geller è una celebre game designer che ha creato un nuovo sistema ludico organico capace di fondere realtà fisica e simulazione mentale. Fin dalle prime scene il film suggerisce che giocare non significa più osservare ma diventare parte della struttura narrativa del gioco stesso. Questa premessa permette alla storia di muoversi continuamente tra paranoia tecnologica e inquietudine corporea.

  • Dead Moon

    Dead Moon è una delle opere più narrative e strutturate di Luis Royo, artista noto soprattutto per le sue illustrazioni dark fantasy cariche di sensualità, decadenza e suggestioni post apocalittiche. Con questo volume Royo compie un passo oltre la semplice raccolta di tavole illustrate e costruisce una vera e propria storia, immergendo il lettore in un universo gotico dominato da passioni distruttive, simbologie astrali e un senso costante di tragedia imminente. L’atmosfera è cupa fin dalle prime pagine e comunica la sensazione che il destino dei personaggi sia già segnato da forze più grandi di loro.

  • Europa Report

    Europa Report è uno di quei film che scelgono il silenzio al posto del fragore, la sottrazione al sensazionalismo, la tensione scientifica alla spettacolarità. Diretto da Sebastián Cordero, il film racconta una missione privata verso Europa, la luna ghiacciata di Giove, con l’obiettivo di cercare tracce di vita sotto la sua crosta. La struttura è quella del found footage, ma declinata in chiave rigorosa e quasi documentaristica, attraverso registrazioni di bordo, telecamere interne e comunicazioni ritardate con la Terra. Fin dalle prime immagini si percepisce un senso di fatalismo composto, come se l’esito fosse già scritto nei silenzi tra un segnale e l’altro.

  • Outcast

    Outcast è una delle opere più cupe e disturbanti scritte da Robert Kirkman, qui affiancato ai disegni da Paul Azaceta. Lontano dal respiro corale e apocalittico di The Walking Dead, Kirkman costruisce un horror intimista e soffocante che affonda le radici nella possessione demoniaca ma sceglie di raccontarla attraverso il dolore personale e il senso di colpa. La serie si sviluppa come una lenta discesa nell’oscurità spirituale dell’America provinciale, dove il male non è solo un’entità soprannaturale ma una presenza che corrode famiglie, fede e identità.