The Departed – Il Bene e il Male

The Departed – Il Bene e il Male (2006)
Con The Departed – Il Bene e il Male, Martin Scorsese realizza nel 2006 uno dei suoi film più tesi, feroci e disperatamente lucidi. Vincitore di numerosi riconoscimenti, l’opera non è soltanto un gangster movie di straordinaria efficacia, ma un ritratto nerissimo dell’identità, del tradimento e dell’impossibilità di distinguere davvero il bene dal male.
Remake del film hongkonghese Infernal Affairs, The Departed rielabora la storia originale filtrandola attraverso l’universo scorsesiano: una Boston sporca, rabbiosa, soffocata da una criminalità che si intreccia in modo indistinguibile con le istituzioni.
Due uomini, due maschere
Al centro del film ci sono due figure speculari: Billy Costigan, giovane poliziotto infiltrato nella banda del boss Frank Costello, e Colin Sullivan, criminale cresciuto dallo stesso Costello e introdotto come talpa all’interno della polizia.
Entrambi vivono una doppia vita, entrambi mentono, entrambi sono prigionieri del ruolo che interpretano. Scorsese costruisce il racconto come una partita a scacchi carica di paranoia, in cui ogni mossa può essere fatale e l’identità diventa una condanna più che una scelta.

Jack Nicholson e il caos incarnato
Il film deve moltissimo alla presenza magnetica di Jack Nicholson, che interpreta Frank Costello come una forza primordiale, imprevedibile, quasi demoniaca. Non è un semplice boss mafioso, ma un agente del caos che gode nel manipolare, umiliare e corrompere.
Costello rappresenta il cuore marcio del sistema: non combatte la legge, la possiede. Intorno a lui ruota un mondo in cui il potere non ha morale e la violenza è solo uno strumento come un altro.
Scorsese e la tragedia morale
In The Departed non esistono eroi. Anche i personaggi che sembrano mossi da ideali finiscono per sporcarsi, mentire, tradire. La polizia non è un baluardo di giustizia, ma un’istituzione fragile e infiltrabile; la criminalità non è romantica, ma meschina e brutale.
Scorsese racconta una tragedia moderna, in cui il peccato originale è l’identità stessa. Essere qualcuno significa rinunciare a essere qualcos’altro, e questa frattura genera paranoia, solitudine e distruzione.
Violenza improvvisa e tensione costante
La regia è nervosa, tagliente, sostenuta da un montaggio serrato e da una colonna sonora che amplifica il senso di urgenza. La violenza esplode spesso senza preavviso, negando allo spettatore qualsiasi illusione di controllo.
Ogni scena è attraversata da un senso di morte imminente, come se il film stesso stesse trattenendo il respiro. Nessuno è al sicuro, nessuna alleanza è definitiva.
Il bene, il male e l’illusione della scelta
Il sottotitolo italiano, Il Bene e il Male, assume un valore profondamente ironico. Il film dimostra come questa distinzione sia fragile, spesso fittizia. I personaggi non scelgono tra bene e male, ma tra sopravvivenza e annientamento. Alla fine, ciò che resta non è la giustizia, ma il vuoto lasciato da una guerra combattuta nell’ombra. La verità emerge solo quando ormai è inutile.
Conclusione
The Departed – Il Bene e il Male è uno dei film più cupi e maturi di Martin Scorsese: un’opera che unisce intrattenimento e riflessione morale, tensione narrativa e pessimismo esistenziale. È un film che parla di uomini intrappolati nei ruoli che hanno accettato, in un mondo dove la lealtà è un’illusione e la redenzione, quando arriva, è sempre troppo tardi.
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