Brooklyn’s Finest

Brooklyn’s Finest
di Antoine Fuqua (2009)

Tre poliziotti che lavorano nel Distretto 65, a nord di Brooklyn, tra violenza e corruzione, cercano di combattere i loro demoni personali.

“non si tratta di decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato, ma cosa è più giusto e cosa più sbagliato.”

Eddie, Tango & Sal

Eddie ha lo sguardo disilluso, gli occhi spenti e disperati. A volte, si mette una pistola in bocca ma non trova il coraggio di premere il grilletto.

La notte cerca la compagnia di una giovane prostituta o del whisky, il giorno non fa altro che aspettare il suo pensionamento.
“Solo sette giorni”, continua a ripetersi.

Tango, invece, é il classico infiltrato in una banda di spacciatori e fa sempre più fatica a gestire il suo ruolo.

Vuole tirarsi fuori, mollare tutto, ricostruirsi una vita, soprattutto adesso che la moglie sta chiedendo il divorzio.

E poi c’è Sal che fatica ad arrivare a fine mese.
Una casa piccola con la muffa alle pareti, troppi figli e una moglie incinta e asmatica.

Dovrebbe lasciare quel posto per il bene suo e dei suoi famigliari. I soldi però mancano e reperirli, anche illegalmente, non é semplice.
Fino a dove sarà disposto a spingersi?

Il destino farà incontrare questi tre personaggi una notte, durante un blitz antidroga, in una delle zone più pericolose dì Brooklyn.

Considerazioni.

Antoine Fuqua dipinge un mondo sporco, brutto e cattivo e lo riempie di poliziotti non proprio onesti.

Corruzione, a ogni livello e violenza, a tratti insostenibile, sono le basi su cui il crimine dilaga, all’interno di un contesto in cui si fa davvero fatica a distinguere i buoni dai cattivi.

Nessun valore per la vita umana e un senso di insoddisfazione generale, sia privata che professionale: sono poche le speranze a cui aggrapparsi e non esiste redenzione.

Una pellicola profondamente “metropolitana”, densa di atmosfera e ben strutturata, con una tensione costante, fatta di dialoghi e sguardi, che mantiene viva l’attenzione dello spettatore.

I riferimenti alle pellicole passate sono innegabili e alcune situazioni non brillano di originalità, ma nel complesso il film regge bene e risulta assolutamente dignitoso.

I tre attori principali offrono prestazioni davvero convincenti, soprattutto un Gere stanco e scontento di tutto, alla ricerca disperata di uno scopo.

Da vedere.

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