Legend
Legend (2015): il mito oscuro dei gemelli Kray
Con Legend, Brian Helgeland porta sul grande schermo una delle pagine più controverse della criminalità britannica, raccontando l’ascesa e la caduta dei gemelli Kray, figure leggendarie della Londra anni Sessanta. Il film mescola gangster movie, biografia e dramma psicologico, costruendo un racconto elegante e violento, immerso nel fascino decadente dell’East End.
La doppia anima di Tom Hardy
Il cuore del film è l’interpretazione di Tom Hardy, chiamato a incarnare entrambi i fratelli Kray. Da una parte c’è Reggie, carismatico, ambizioso e apparentemente controllato; dall’altra Ronnie, imprevedibile, paranoico e brutalmente violento. Hardy riesce a differenziare i due personaggi non solo attraverso il trucco e la voce, ma soprattutto grazie a posture, sguardi e atteggiamenti opposti, rendendo credibile il conflitto interno che attraversa tutta la storia.
Londra, tra glamour e violenza
Legend ricostruisce con grande cura l’atmosfera della Swinging London, mostrando un mondo fatto di locali esclusivi, abiti eleganti e celebrità, dietro cui si nasconde una criminalità feroce e spietata. La regia di Helgeland alterna momenti di brillantezza mondana a esplosioni di violenza improvvisa, sottolineando il contrasto tra l’immagine pubblica dei Kray e la loro natura distruttiva.
Amore, controllo e autodistruzione
Accanto alla parabola criminale, il film racconta anche la relazione tra Reggie e Frances Shea, figura chiave per comprendere il lato più fragile e tragico del protagonista. Il loro rapporto diventa il simbolo dell’impossibilità di separare amore e potere, normalità e crimine, in una vita ormai segnata dalla paranoia e dall’ossessione per il controllo.
Un gangster movie classico e moderno
Pur richiamando il cinema gangster più tradizionale, Legend si distingue per l’attenzione al lato psicologico dei personaggi, in particolare alla mente disturbata di Ronnie, che trasforma la violenza in un elemento imprevedibile e costante. Il film non idealizza i suoi protagonisti, ma li osserva nel loro lento e inevitabile declino.
Conclusione
Legend è un ritratto elegante e inquietante del crimine organizzato britannico, sostenuto da una prova attoriale di grande impatto e da una messa in scena curata nei minimi dettagli. Più che un semplice film di gangster, è una storia di identità spezzate, potere e autodistruzione, in cui il mito lascia spazio alla tragedia. Un’opera che affascina e inquieta, proprio come i suoi protagonisti.
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