Onora il Padre e la Madre

Onora il Padre e la Madre
di Sidney Lumet (2007)

Due fratelli con problemi economici decidono di organizzare una rapina nella gioielleria gestita dai loro genitori.

“La mia vita..quella..quella non torna forse e non lo so..è fatta di pezzi scompagnati e io non sono la somma delle mie parti.
La somma delle mie parti non dà un intero..
un me intero!”
(Andy Hanson)

Before the devil knows you’re dead

Il titolo originale di questa pellicola riprende un vecchio proverbio irlandese e rappresenta un vero e proprio augurio rivolto ai peccatori, alle anime perse e corrotte.

Per questo tipo di persone arrivare in Paradiso mezz’ora prima che il Diavolo sappia della loro morte potrebbe infatti rivelarsi l’unica possibile salvezza dalla dannazione eterna.

Una salvezza comunque molto difficile da ottenere perché il tempo scorre in fretta e gli eventi si sommano, uno dopo l’altro, creando un tragico effetto domino.

Nell’ultimo, bellissimo, film di Lumet non c’è scampo per nessuno dei protagonisti.
Tutti quanti vengono inchiodati e messi di fronte alle loro responsabilità morali.

C’é il fratello maggiore Andy, dirigente immobiliare in cerca disperata di denaro, eroinomane e vero organizzatore di una rapina a cui non ha il coraggio di partecipare.

Suo fratello Hank, divorziato e senza un soldo, fragile e insicuro che, a causa della sua inettitudine, si vede costretto a coinvolgere nel progetto criminale un elemento esterno potenzialmente pericoloso.

E poi c’è Gina, la moglie insoddisfatta di Andy che sogna di fuggire in un paese straniero e intanto tradisce il marito con suo fratello Hank.

Ma non é da meno il padre Charles, con la sua maschera di dolore e la sua sete di vendetta che non si placa mai e lo porta a spingersi sempre più verso l’abisso.

Personaggi disperati, sedotti dal peccato, che compiono le azioni più tremende con una naturalezza disarmante, senza pensare minimamente alle conseguenze.

Considerazioni

Nessuno si salva, alla fine, in questo crime/drama familiare costruito con continui flashback che ci fanno entrare, sempre più in profondità, nell’intimità dei protagonisti e nelle dinamiche della vicenda narrata.

Il ritratto di un micro cosmo familiare che diventa metafora della condizione dell’uomo moderno, meschino e mediocre se messo di fronte a determinate circostanze.

Attori tutti bravissimi e perfettamente calati nelle rispettive parti, in particolare un gigantesco Philip Seymour Hoffman che interpreta un personaggio carico di un cinismo quasi insopportabile.

Notevole anche Albert Finney nel passare dal ruolo di marito inconsolabile a quello di glaciale vendicatore che non si ferma davanti a nulla pur di raggiungere il suo scopo.

Un film devastante e intenso, l’ultimo lascito di un regista fenomenale.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *